
E’ arrivata la svolta in casa Foggia. La lunga notte in casa rossonera partorisce una decisione drastica e forse non del tutto attesa: solo poche ore infatti separano la squadra dal prossimo confronto diretto col Picerno. Ma la riunione fiume tra Casillo, De Vitto e i principali collaboratori al ritorno da Caserta determina una decisione discussa a lungo e ritenuta, a questo punto del campionato (13 gare alla fine), non più procrastinabile: via Barilari, via il ds Musa. Arriva il duo Cangelosi-Bucaro. Con loro, ed è forse la notizia principale, ecco Peppino Pavone, alla guida della conduzione tecnica. La “mente” del Foggia di Pasquale Casillo ritorna nel club che aveva dovuto lasciare quattro anni fa, dopo i ripetuti ed insanabili contrasti col precedente proprietario. E’ lui il motore di questa rivoluzione tecnica, il primo vero atto di “politica aziendale” da parte di Gennaro & Giuseppe che cancella gli ultimi pezzi della precedente gestione. La missione salvezza è la prima fondamentale priorità. Per costruirla, la nuova proprietà del club si affida a chi conosce bene la piazza. Ed anche diversi (quasi tutti) tra i nuovi calciatori arrivati dal mercato.
Lo aveva detto Gennaro Casillo nella conferenza stampa post mercato: “siamo tutti in discussione”. Caserta, si era capito, era l’ultimo appello. Il Foggia di Barilari aveva mostrato migliorìe in avanti con i nuovi innesti ma anche il ripetersi di amnesie difensive ormai insopportabili. Decisive sulla terza sconfitta consecutiva dei rossoneri (la quarta nelle ultime cinque gare). Non è bastato qualche aggiustamento negli equilibri tattici (il 4-1-4-1 in fase di non possesso, declinato in 4-4-2 in ripartenza con lo “slittamento” della mezzala), nè la considerazione di uno scontro diretto fondamentale a poche ore di distanza. Le perplessità sulla gestione delle partite e sulle decisioni “in corsa” hanno avuto la meglio, senza contare la mancata risoluzione delle ormai croniche problematiche in retroguardia.
Già nell’immediato dopo partita di Caserta sembravano esserci le avvisaglie dello scossone in arrivo: prima l’annuncio che Barilari non si sarebbe presentato in sala stampa (dimissioni? esonero?). Poi il contrordine e la successiva conferenza stampa con la consueta pacatezza e signorilità che, bisogna riconoscerlo, è stata una cifra distintiva del tecnico ligure. Dalla quale riteniamo corretto estrapolare un’ultima considerazione. Lo aveva detto Barilari nel corso dell’incontro post gara: “dopo tre sconfitte di fila e con questa posizione in classifica ogni decisione della società sarebbe assolutamente legittima. Ma se verrò esonerato devo dire grazie anche all’arbitro”. Fermo restando le valutazioni già rese sulle criticità tecniche (che restano tutte), ha probabilmente una parte di ragione: resta difficile da digerire la decisione arbitrale a proposito dell’episodio di fine primo tempo (l’arbitro non cambia idea neppure col supporto del FVS sulla sospetta “parata” di Llano sulla linea – ma c’era un dubbio fallo anche di De Lucia su Romeo pochi attimi prima). Un eventuale pareggio con un’intera frazione in superiorità numerica avrebbe potuto cambiare il destino di Barilari. Ma tant’è. Non c’è più tempo da perdere, tanto più con la pesante tegola dell’infortunio di Liguori, dopo un esordio ottimo. Il Foggia deve rimettersi in careggiata, e deve farlo subito.
Giancarlo Pugliese
