Congo nei Mondiali, ma bufera sulla documentazione di Mpasi: la FIFA archivia il ricorso della Nigeria

Una tempesta mediatica ha investito le qualificazioni mondiali della Repubblica Democratica del Congo dopo che il portiere Lionel Mpasi è stato schierato nella nazionale congolese senza che fossero completate le documentazioni necessarie per il cambio di affiliazione federale. L’inchiesta del New York Times ha portato alla luce una vicenda che ha messo in difficoltà la massima autorità calcistica mondiale.

Il caso Mpasi e il cambio di federazione

Mpasi, portiere che ha calcato le giovanili francesi prima di approdare in Congo, è finito al centro di una controversia che ha messo in discussione le procedure di eleggibilità della FIFA. La Repubblica Democratica del Congo lo ha schierato nelle qualificazioni mondiali nonostante le pratiche per il trasferimento dalla federazione francese a quella congolese non fossero state ancora completate. Un dettaglio che avrebbe dovuto impedire la sua partecipazione, ma che non ha fermato la nazionale africana.

La risposta della FIFA

La Nigeria non ha lasciato passare inosservato quanto accaduto e ha presentato un reclamo formale alla FIFA. Tuttavia, l’organismo internazionale ha deciso di archiviare la segnalazione per motivi tecnici, consentendo così al Congo di continuare il suo cammino nelle qualificazioni. La FIFA ha risposto alle critiche ribadendo che le sue commissioni agiscono in autonomia: «le commissioni sono autonome e decidono i casi in base ai regolamenti vigenti e agli specifici fatti in esame».

Le conseguenze sportive

La decisione dell’ente presieduto da Gianni Infantino di archiviare il ricorso ha permesso alla Repubblica Democratica del Congo di proseguire il suo percorso e di qualificarsi per la Coppa del Mondo. Una conclusione che ha sollevato interrogativi sulla trasparenza delle procedure e sulla coerenza applicativa dei regolamenti FIFA nelle qualificazioni mondiali.

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