BENE COSI’

Come molti, anche io temevo la trasferta in Irpinia poichè la sfida in questione spesso ci ha portato amari ricordi, a partire da autentiche disfatte negli ultimi tempi. Tra l’altro incontravamo una formazione che in casa risultava imbattuta e che in generale era in ascesa dopo un inizio di torneo piuttosto tormentato.
Una partita a fasi, inizialmente tutt’altro che vibrante, ma tutto sommato godibile agli occhi degli spettatori. Un Foggia un pochino timoroso ed un Avellino che solo nelle intenzioni sembrava avere qualcosa in più, forte comunque di una formazione che sulla carta avrebbe dovuto lottare per la promozione diretta.
Un Foggia che comunque mi dava fiducia perchè aveva bisogno di tempo per mettere la museruola agli avversari, così da iniziare a mettere in mostra le proprie qualità. Purtroppo giungeva inaspettato il vantaggio degli avellinesi col solito Maniero (bestia nera dei rossoneri) attraverso una circostanza di gioco tutt’altro che attenta da parte dei rossoneri (male la giocata sull’esterno, male l’attenzione su un cross lento che avrebbe dovuto essere facile preda dei difensori). Da lì si vedeva un Foggia che si sentiva defraudato nel mentre stava crescendo e quindi in modo rabbioso si buttava avanti, sino a giungere al bolide di straordinaria bellezza di Di Pasquale. Raggiunto il pari i nostri anzichè continuare con questo ritmo, piuttosto si afflosciavano rischiando nel giro di alcuni secondi di beccare la rete del sorpasso. Cosa che puntualmente giungeva attraverso un calcio da fermo del solito Maniero, ma anche qui complice una disposizione di barriera tutt’altro che degna di nota. E sì che il centravanti in questione immagino vorrebbe sempre incontrare il Foggia, non dimenticando anche i regali dello scorso anno. Così che ci si avviava al termine con gli irpini che pensavano di aver già conquistato il bottino pieno, tant’è che lo stesso Braglia concedeva la standing ovation allo stesso Maniero. Purtroppo per loro non avevano fatto i conti con quelli che fin lì non avevano dato in campo ciò che ci si attendeva: passaggio filtrante (al bacio) di Curcio e botta in diagonale di Ferrante, per un pareggio che ha persino il valore di una vittoria.
Parlare dei migliori risulta difficile, ma al di là di un paio di defezioni che hanno generato le due reti avversarie, ritengo che il reparto difensivo sia quello che offra più garanzie, alla faccia delle “Zemanlandia” finora conosciute. F. F.

Rino La Forgia

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