
CALMA E SANGUE FREDDO
Purtroppo la decima sconfitta consecutiva certifica, semmai ce ne fosse bisogno, la stagione disgraziata del nostro Foggia.
E purtroppo a una situazione molto critica e ad una classifica deprimente si aggiungono fattori che possono dare ulteriore spinta verso il baratro. Mi riferisco a situazioni ambientali che sono tipici di tante squadre alla vigilia di un verdetto finale malaugurato. Chi scrive ed ha vissuto tanti anni di calcio ha verificato che oltre ai risultati in campo, quasi sempre, si sono evidenziate dall’ambiente situazioni come rabbia, depressione e ricette varie dove ognuno crede di essere nel giusto, per la serie….io avrei fatto così.
Ovviamente ricette atte a mettere in dubbio le scelte della proprietà. Un po’ come quando ci si traveste da Ct della nazionale quando le cose vanno male.
Riguardo noi sia pur dopo 10 sconfitte saremo sempre al fianco del duo De Vitto-Casillo, poiché, e non scordiamocelo mai, CI HANNO GIA’ SALVATO.
Ora al di là delle scelte fatte da quando hanno rilevato la società, c’è pure da dire che oltre al materiale umano di cui abbiamo tanto detto, ci si è messa pure una bella dose di sfortuna, poiché se nelle ultime 3-4 partite hai avuto la sensazione che l’avversario poteva pure accontentarsi del pareggio (???) e la solita ingenuità ha fatto sì che non raccogli punti, con chi te la vuoi prendere? Se in ultimo anche a Benevento non sei in grado approfittare dei regali della retroguardia sannita, tu come proprietà, cosa vuoi rimproverarti?
La Partita – Ad essere sinceri il Foggia a Benevento non mi è affatto dispiaciuto, ma spesso sappiamo anche che il valore di una squadra si valuta anche in base alla prestazione dell’avversario. C’è chi ha detto che i sanniti hanno fatto una specie di sgambatura. C’è chi come noi, guardando in faccia la realtà, sia pur in una ipotetica sgambatura, erano a confronto la peggior difesa e attacco contro la miglior difesa e attacco del girone C. E comunque, possibile che una squadra che non vede l’ora di centrare l’obiettivo si metta a regalare punti? C’è chi come noi dava per scontata una sconfitta, se non una disfatta. Alzi il dito chi pensava di tornare con dei punti in casa della capolista specie dopo le ultime prestazioni. Abbiamo perso sì, ma con il minimo scarto. E se Bevilacqua non avesse cincischiato…. Per carità, non massacrate il ragazzo. Le colpe al massimo vanno distribuite su tutta la rosa, altrimenti non staremmo in queste condizioni. Da Bevilacqua però attendo una prova di riscatto.
La Squadra – Come quasi consuetudine in queste situazioni le voci incontrollate e soprattutto distruttive circolano alla grande: spogliatoio spaccato, mister indesiderato e chi più ne ha… La realtà è che è vero che questi ragazzi hanno in mano il nostro destino da tifosi, ma è altrettanto vero che svolgono un’attività che hanno scelto da bambini, che li rende idoli rispetto a chi fa lavori umili, mal pagati, magari anche usuranti. Ora a Benevento tutto sommato avete dimostrato che, se non siete all’altezza della prima, di sicuro però siete (ancora) all’altezza per salvare la categoria. Essere UOMINI non è da tutti. Voi?
Gli Obiettivi – A chi ci contesta un ottimismo oltre misura, ribadiamo il concetto della calma e sangue freddo, poiché ormai da tempo dobbiamo semplicemente, e senza farsi prendere da isterismi, andare per step:
1. evitare l’ultimo posto
2. fare in modo da evitare la differenza punti utile per poter effettuare i play out
3. arrivare ai play out in condizioni ottimali, dentro e fuori il rettangolo di gioco.
Questi dunque i punti vitali per salvare la categoria, senza se, senza ma. Sta ora anche all’ambiente decidere se lasciarsi andare a rabbia e depressione o se tentare di tappare le falle di una barca che a Luglio (meglio dire Settembre) è stata varata già difettata e alla deriva.
Rino la Forgia
