Apre Casemiro, poi Martial, Bruno Fernandes e Rashford: la squadra di Ten Hag nella massima competizione europea. Incubo Blues: sono 17 sconfitte stagionali

Le due facce della medaglia non sono mai state così diverse. Da un lato il Manchester United, che blinda la qualificazione alla prossima Champions e sale al terzo posto. Dall’altro il Chelsea, che aggiorna ufficialmente il proprio record negativo di sconfitte in campionato, arrivando a 17, lontano anni luce dall’Europa. Quanto accade a Old Trafford evidenzia il divario in classifica, che per i valori assoluti dei giocatori dovrebbe essere ben più ridotto. Ma i Blues sono allo sbando e lo confermano anche nel recupero della 32esima giornata. La squadra di Ten Hag diverte e si diverte, vince 4-1 ma potrebbe segnare anche di più, indirizzando immediatamente la partita su binari favorevoli. Qualche segnale di vita, per gli ospiti, arriva nella fase conclusiva del primo tempo, quando il risultato è ancora in bilico. Casemiro apre le marcature, poi ispira il raddoppio di Martial a fine primo tempo. Nella ripresa Fofana si concede un passaggio a vuoto da incubo in pochi minuti: prima causa il rigore trasformato da Bruno Fernandes, poi propizia il poker di Rashford. Joao Felix prova a salvare almeno la faccia per il 4-1 finale. L’unica nota dolente è l’infortunio di Antony, apparso piuttosto serio: difficile che il brasiliano recuperi per la finale di Fa Cup del prossimo 3 giugno contro il Manchester City.

La partita

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Tanti gli assenti sia per Ten Hag che per Lampard. I Blues schierano una formazione molto giovane, con sette giocatori nati dopo il 2000: sulle ali Mudryk e Madueke con Havertz a completare il tridente, titolare anche il diciottenne Hall nella linea a quattro di difesa. Lo United risponde con Martial in avanti, Bruno Fernandes ad ispirare e Antony e Sancho più larghi sulla trequarti; davanti alla difesa ci sono invece Eriksen e Casemiro. Sono proprio i due centrocampisti a costruire la rete del vantaggio al 6’: il danese disegna una punizione dalla trequarti che l’ex Real Madrid intercetta alla perfezione di testa, infilando un incolpevole Kepa. Poco prima, Mudryk liscia un pallone invitantissimo a centro area, servito da Gallagher. Le fasi iniziali della gara raccontano due squadre che difendono male sulle transizioni avversarie, anche se ne beneficia lo spettacolo perché ogni ripartenza promette sempre qualcosa di interessante. I Red Devils si fanno preferire in fase di palleggio e sfiorano il raddoppio al 19’, quando Azpilicueta compie un miracoloso recupero su Martial pronto a calciare a tu per tu col portiere. A metà frazione, Antony s’infortuna in modo piuttosto grave dopo l’intervento di Chalobah, tanto che il brasiliano esce in lacrime con il supporto della barella; al suo posto entra Rashford. Col passare dei minuti, cresce la spinta del Chelsea, che ha due ottime occasioni. La prima capita sulla testa di Havertz, trovato bene da Hall, ma per quanto si accartocci sul pallone non riesce ad indirizzarla nello specchio della porta. Stessa sorte per il diagonale di Gallagher, meravigliosamente trovato tra le maglie della difesa dal suggerimento di Fernandez. Così, quando il recupero sta per concludersi, il Manchester United raddoppia: Casemiro illumina per Sancho, che tocca sul secondo palo dove Martial deve soltanto spingere il pallone in rete.

Ripresa

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Ten Hag calibra le risorse, toglie Shaw per inserire Malacia all’intervallo. I Red Devils vanno a pochi centimetri dal colpo di grazia al 47’, ma la conclusione dal limite di Bruno Fernandes si stampa contro l’incrocio dei pali. La risposta degli ospiti passa per l’iniziativa personale di Mudryk, che taglia verso l’interno del campo e lascia partire un tiro ad incrociare debole e insidioso che De Gea deve allungare in angolo. Al 52’ ancora United a un passo dal terzo gol, Eriksen però non trova una deviazione pulita a ridosso dalla linea e Kepa sventa la minaccia; Casemiro tenta il piazzato sugli sviluppi dell’azione, la palla termina di poco a latto. Il Chelsea controbatte con Hall che, dopo la battuta corta di un corner, penetra in area e prova a sorprendere il portiere, che respinge bene sul primo palo (58’). Lampard cerca la scossa dalla panchina, mette dentro Pulisic e Joao Felix per Mudryk e Havertz, tuttavia le mosse non sortiscono alcun effetto. Anzi, è il Manchester United che poco dopo chiude i conti: al 71’ Bruno Fernandes si esalta con un tunnel su Fofana, che poi lo aggancia in area. Dal dischetto si presenta proprio il portoghese, che spiazza Kepa e cala il tris, scatenando anche qualche scintilla per l’esultanza provocatoria. È una frustrazione naturale e comprensibile, perché i Blues sono ormai una formazione senz’anima. Un errore clamoroso di Fofana propizia il recupero di Sancho, che cede a Rashford; l’inglese evita il difensore e calcia, Kepa si oppone sul primo tentativo ma non può nulla sul tap-in del 4-0 (78’). Soltanto la traversa evita che il tiro deviato di Garnacho non beffi Kepa, che poi si supera a tempo scaduto sull’argentino. A rendere meno severa la punizione ci pensa Joao Felix al 90’, con un preciso diagonale dal limite al termine di una percussione centrale.

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