Non è stato fortunato il ritorno di Vincenzo Cangelosi allo Zaccheria. Il Picerno ha avuto la meglio, ma il tecnico palermitano, analizzando la partita in sala stampa, ha visto anche alcune cose positive, insieme ad altre su cui invece occorrerà lavorare.

Partiamo con un risultato negativo e questo ci dispiace. Secondo me nel primo tempo non abbiamo fatto male. Abbiamo creato diverse occasioni che non abbiamo sfruttato e nel calcio alla lunga queste situazioni si pagano. La cosa che mi da’ fastidio, e non per cercare scuse, è che non si può giocare a calcio un tempo con il FVS e l’altro senza: nel primo tempo si sono verificati degli episodi che magari potevano incidere sul risultato, come nel caso del gol del pareggio dove forse c’era un fallo su Brosco, o nell’episodio del sospetto fallo da rigore nel finale. Purtroppo non abbiamo potuto chiedere la revisione perchè non funzionava. Poi nel secondo tempo il contraccolpo psicologico del gol di svantaggio ha inciso. Quello che mi dispiace è aver preso gol dopo un minuto e mezzo dal nostro vantaggio: lì dovevamo stare più attenti. Peccato, anche perchè il nostro gol era arrivato su uno schema provato in allenamento, a dimostrazione del fatto che questi ragazzi si sono applicati nel poco tempo in cui abbiamo lavorato insieme.

La formazione iniziale? L’ho decisa in base a quello che ho visto nelle ultime due partite della squadra. Garofalo secondo me aveva bisogno di rifiatare, anche perchè penso che sia il giocatore più utilizzato dall’inizio del torneo. Avevo già in mente di alternare un tempo per uno lui e Castorri, che sono giocatori con caratteristiche simili, in particolare sulla corsa. Ho aggiunto un centrocampista in più, Oliva, che secondo me non ha fatto male. Per quanto riguarda Di Marco, ho scelto lui perchè è un giocatore di esperienza che si è messo a disposizione e lo devo ringraziare per questo. Secondo me c’è stata qualche difetto nella lettura dei movimenti degli avversari, è stato un problema di applicazione di ciò che ci siamo detti: a volte tenevamo i riferimenti, altre no, e Di Marco si è trovato in difficoltà per questo motivo. Il problema era la catena che non lavorava bene insieme ma queste sono cose che si affinano col tempo, con il lavoro. Sicuramente dobbiamo accelerare: voglio rivedere bene questa partita per capire se rimanere su questa strada o cambiare invece il modo di stare in campo per mettere i giocatori nelle condizioni di stare più tranquilli e rendere di più.

Problemi di condizione? Non credo. Penso più a un problema psicologico. Già aveva inciso l’immediato pareggio loro, poi nel secondo tempo la partita era rimasta equilibrata ma quando abbiamo preso il secondo gol sono subentrati timori che ci hanno fatto perdere lucidità e ci siamo spenti. Su questo dobbiamo lavorare perchè la partita dura 90 minuti e dobbiamo essere sempre pronti in qualsiasi situazione. Poi occorre imparare a saper leggere i frangenti: oggi Tommasini a volte è rimasto isolato, altre ha avuto il supporto dei compagni che salivano e lì secondo me c’era la possibilità di cercare giocate anche più semplici, invece tante volte ci intestardiamo a fare delle cose che non portano frutti. Anche per questo dobbiamo valutare se e come cambiare. Cangiano? Anche con Zeman aveva il problema di non riuscire ad andare più spesso dentro l’area. E’ una questione di interpretazione del ruolo, deve convincersi ad entrare di più lasciando la linea laterale. Facendo così a Caserta, ad esempio, ha trovato il gol.

La mancata attenzione in alcuni momenti? Dobbiamo capire di dover attaccare di più la palla e non lasciare spazio all’avversario. Sull’azione del pareggio il più vicino doveva andare sul giocatore, invece gli abbiamo concesso metri preziosi per fare il cross. Anche in area, dobbiamo prendere i riferimenti e tenere le marcature. Mi dispiace per il pubblico, nel primo tempo avevamo fatto bene e perciò mi aspettavo uno sviluppo migliore della partita. Ma alla gente voglio dire di continuare a crederci tutti, perchè se ci crediamo tutti ci sono molte più possibilità di uscire da questa situazione. Non era semplice prima e non è diventata impossibile adesso, ci sono ancora 12 partite. Cominciamo dalla prossima, dobbiamo lavorare per prepararla al meglio e dare il massimo

Giancarlo Pugliese

[Foto: Ph. Potito Chiummarulo]

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