
Il triste record peggiora sempre di più. Ora sono 10 le sconfitte consecutive da parte di un Foggia sempre più sprofondato in un abisso di paura e sfiducia. Eppure contro gli stregoni, primi in classifica con oltre il triplo dei punti dei satanelli, il sortilegio è sembrato lì lì per essere rotto: se solo l’inspiegabile Bevilacqua, approfittando di un monumentale regalo della retroguardia sannita (errore in retropassaggio di Kouan), non si fosse inceppato maldestramente davanti ad un Vannucchi già preparato al peggio. Era l’85°, quasi il tramonto di una partita in cui i rossoneri, disposti da Pazienza con un inedito 3-4-3 (forse il modulo più equilibrato per i calciatori attualmente a disposizione), tutto sommato sono sembrati meno arrendevoli, inibiti e disorientati rispetto alle recenti apparizioni. Non foss’altro per questo, il grottesco errore dell’ex Civitanovese fa rodere un Foggia che ha esaurito ogni margine di tempo per evitare il baratro: con le due siciliani penultime entrambe a +2 e quart’ultima e quint’ultima rispettivamente a +9 e +10, d’ora innanzi ognuna delle sei gare residue assumerà i contorni di un drammatico “dentro o fuori”.
LA PARTITA – Floro Flores e Pazienza si conoscono bene. Hanno anche giocato insieme nell’Udinese (di Guidolin). Il primo non tradisce il 4-2-3-1 che ha portato 4 vittorie consecutive. Il secondo invece cambia schema e gioca il tutto per tutto, puntando evidentemente sui giocatori che in questo momento gli danno più affidabilità, fisica, tecnica o “mentale” che sia. Prova ne è l’esclusione dei due centrali titolari con Barilari (Rizzo e Minelli), che sembrano ormai fuori dalle rotazioni. Sorprende (ancora) Bevilacqua preferito ad un Tommasini che i rumors danno per acciaccato. Cangiano è in panchina ma non ancora arruolabile al cento per cento. Chi invece rientra dopo una lunga assenza è Buttaro, saggiamente collocato con Biasiol e Staver in una linea difensiva a tre mai vista prima (a conti fatti non andrà malissimo…). L’altra sorpresa è Dimarco preferito sull’out sinistro a Giron (che resterà in panca tutta la gara) e Valietti esterno sul lato opposto (durerà solo mezz’ora, condita dall’errore fatale in marcatura nel gol di Tumminello), mentre a formare la coppia centrale con Garofalo è Menegazzo, che ha almeno la fisicità richiesta dal modulo.
La capolista parte subito con grande aggressività. Nel primo quarto d’ora costruisce almeno 4 occasioni, prima di trovare il gol al 18′ sul cross da destra di Lamesta: Valietti non scala la marcatura e Tumminello sul secondo palo può appoggiarla di testa in rete. I rossoneri stavolta non si abbattono: Liguori prova a cambiare l’inerzia centrando il primo tiro nello specchio dalla distanza (22′) e trovando poi al cross la torsione di Garofalo (24′, Vannucchi c’è). Dall’altro lato, D’Amico prova un velleitario tiro a giro (37′). Nel frattempo è uscito Valietti (uno dei tanti giocatori, bisogna dirlo, arrivati negli ultimi anni a Foggia in condizioni fisiche evidentemente non buonissime) per Romeo. Nel finale di tempo il Benevento termina la pausa e prova il raddoppio in un paio di occasioni (Salvemini, 42′, e ancora Tumminello al 47′).
Nella ripresa il Foggia sa che non ha alternative e prova ad alzare il baricentro. D’Amico, ben servito da Garofalo, trova soltanto l’esterno della rete (53′). I sanniti rispondono con l’ottima ripartenza che porta Lamesta a impegnare severamente Perucchini. In campo si comincia a combattere con più ferocia: lascia molti dubbi l’intervento da “arancione” al 65’ di Della Morte su Garofalo ma al FVS il signor Poli non cambia idea e non converte il giallo in rosso fra le proteste degli ospiti (Floro Flores capisce l’antifona e sostituisce il giocatore con il veterano Caldirola). Il Foggia prova a creare pericoli soprattutto sui calci piazzati: su uno di questi Salvemini fa correre i brividi ai suoi rasentando l’autogol (76′). La girandola di cambi nel finale fa optare Floro Flores per Mignani e Celia mentre Pazienza sceglie (per l’ennesima volta…) di togliere Liguori inserendo Tommasini. Il tragico errore di Bevilacqua fa deragliare le speranze dei suoi e apre il rush finale, ma l’ultima occasione è dei sanniti (tentato tap-in di Mignani fuori misura). Il fischio finale certifica gli antipodi tra Floro Flores e Pazienza : 5 vittorie consecutive per il primo (16 nelle ultime 19), 5 sconfitte di seguito per il secondo. Non è tutto: nel girone di ritorno per i rossoneri solo 4 punti in 13 gare, 10 gol fatti e 23 subiti. Numeri da tregenda: di fatto solo le penalizzazioni in classifica inflitte a Trapani e Siracusa tengono ancora accesa per il clan rossonero la fiammella della speranza. Gara dopo gara, sempre più tremula.
Giancarlo Pugliese
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Benevento-Foggia 1-0 / IL TABELLINO
RETE: 18’ pt Tumminello.
BENEVENTO (4-2-3-1): Vannucchi; Pierozzi, Scognamillo, Saio, Ceresoli (34’ st Celia); Maita, Talia; Lamesta (29’ st Kouan), Tumminello (45’ st Manconi), Della Morte (29’ st Caldirola); Salvemini (34’ st Mignani). A disp.: Russo, Esposito, Sena, Prisco, Carfora, Borghini, Romano. All.: Floro Flores.
FOGGIA (3-4-3): Perucchini; Buttaro, Biasiol, Staver; Valietti (32’ pt Romeo), Garofalo, Menegazzo (43’ st Eyango), Dimarco (43’ st Castorri); Liguori (33’ st Tommasini), Bevilacqua, D’Amico (43’ st Cangiano). A disp.: Magro, Borbei, Minelli, Nocerino, Giron, Pazienza, Rizzi. All.: Pazienza.
Arbitro: Poli di Verona. Assistenti: Barcherini di Terni, Brunetti di Milano. Quarto ufficiale: Liotta di Castellammare di Stabia. Operatore FVS: Chianese di Napoli.
NOTE: Spettatori circa 7.000 (trasferta chiusa agli ospiti). Ammoniti: Scognamillo, Biasiol, Talia. Recupero: 2’ pt, 5’ st.
