Nove settimane. Sessantatré giorni. Dieci partite. Tanto è durato il digiuno del Foggia Calcio, che questo pomeriggio torna a muovere la classifica grazie al punto rimediato a Cava de’Tirreni. Lo zero a zero del Simonetta Lamberti è un regalo per una Cavese molle e mai pericolosa. Al contempo per il Foggia è una piccola iniezione di fiducia in chiave salvezza, con tanto di brivido finale per un gol annullato nel recupero a Marchi per fuorigioco, ma al contempo riesce ad essere anche un rimpianto per il Foggia, decisamente più in palla e reattivo dei campani, ma solo fino al limite dell’area avversaria. Di buoni propositi, pressing e aggressività, sotto la porta metelliana non ve ne è traccia.

Al ‘mal di gol’ (i rossoneri non segnano da 360 minuti) si aggiungono anche le recriminazioni sulle decisioni arbitrali. Il signor Simone Gauzolino di Torino non fischia fallo su un episodio dubbio in area campana (tackle di Cionek su Menegazzo) e ribadisce la sua decisione anche dopo aver rivisto l’episodio. Una scena che si ripete nel finale, quando gli stessi protagonisti vanno a terra in area di rigore. Cionek intralcia la corsa di Menegazzo, le gambe sembrano toccano, ma l’arbitro per due volte, in diretta e al check, tra le veementi le proteste del Foggia. Il fischietto piemontese, per quel poco che può contare nell’economia del risultato, inverte maldestramente anche un calcio d’angolo e una rimessa laterale.

FORMAZIONE – Pazienza sceglie il 3-4-2-1. In porta c’è Perucchini. La difesa è composta da Buttaro, Staver e Biasiol. A centrocampo agiscono Garofalo e Menegazzo, con Romeo a destra e Dimarco sull’altro lato. In attacco D’Amico e Liguori sostengono l’unica punta Tommasini.

PRIMO TEMPO – Il Foggia parte con un’aggressività maggiore rispetto alla Cavese. Gestisce il pallone, prova ad essere pericoloso e pressa con intensità gli avversari. Al 4’ arriva la prima occasione. Tommasini conduce palla accentrandosi dalla corsia di sinistra e dai venti metri calcia un rasoterra velenoso, che il portiere devia di quel tanto che basta per salvarsi in angolo. Al 9’ il gol sembra fatto: su angolo di D’Amico il più bravo a saltare è Menegazzo (tra i migliori dei rossoneri) che colpisce di testa indirizzando la sfera verso l’incrocio, ma il portiere della Cavese salva con un bel tuffo. Al 30’ il Foggia chiede l’intervento dell’FVS per un’entrata di Cionek su Dimarco in area. Il difensore sembra toccare prima la gamba e successivamente il pallone, il penalty sembra esserci, ma l’arbitro è di diverso avviso e non torna indietro sui suoi passi. Poi non succede niente più fino all’intervallo.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa la Cavese sembra rientrare in campo con un altro spirito. Dopo due soli minuti è l’ex Orlando a calciare dai venti metri, mandando la palla alta sulla traversa di qualche centimetro. Si tratterà solo di un fulmine a ciel sereno, perché il Foggia riprende subito in mano le operazioni. I rossoneri sfiorano due gol prima con Romeo che dal limite non calcia su scarico da sinistra di D’Amico, poi è Tommasini ad arrivare in ritardo su un pallone teso in area di D’Amico. Pazienza cambia. Escono Tommasini e Dimarco, al posto dei quali entrano Bevilacqua e Giron.

Non cambia la partita, almeno fino ai minuti finali, quando si scatenano gli elementi. Cionek mette le gambe sulla corsa di Menegazzo, i due vanno a terra, ma l’arbitro non fischia fallo in diretta e non lo fa nemmeno dopo il check FVS, tra le proteste rossonere. Nel recupero la Cavese passa con Marchi, ma sul cross è in evidente posizione di fuorigioco.

FOTO: Federico Antonellis

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