IL FOGGIA E’ TORNATO
La nostra passione, la nostra squadra è tornata. Qualcuno dirà che il Foggia c’è sempre stato, ma come si faceva a considerarlo tale solo per apparizioni settimanali allo Zaccheria e con una maglietta sgangherata (a volte persino i nomi erano sbagliati) colorata di rosso e nero?
Da subito, 5 anni fa, molti di noi, partendo dall’osservazione di certe dinamiche, avevano intuito il tipo di piega che poi avrebbero preso le cose.. Già da quando con il Maestro avevamo capito che un progetto appena nato sarebbe immediatamente finito. Si pensi che a tutt’oggi, dopo diversi anni, la squadra creata da Pavone e Zeman fu quella con il minor dispendio economico, con una valorizzazione complessiva e con un traguardo play off bloccato dai soliti torti arbitrali. Si dirà, come al solito, che più in là si arrivò alla finale col Lecco, trascurando però che in quella stagione ci furono tante congiunzioni astrali (sarebbe opportuno chiamarli in altro modo) che tutto sembravano, tranne un qualcosa di programmato in modo serio: cambi continui di allenatori, ds e calciatori, così come nello stile e nel modus operandi della passata proprietà. Tra l’altro finale play off che ha rappresentato piuttosto l’unico fiore all’occhiello della vecchia proprietà, da sbandierare appena possibile. “Pezza giustificativa” di ogni orrore visto dopo.

Ma noi siamo tornati e bisogna andare avanti poiché la regola che presidenti, allenatori, etc, vanno e vengono, ma il Foggia resta, non è solo un modo di dire.
Dopo aver dunque sofferto per lunghi 5 anni, eccoti il duo Casillo-De Vitto: e chi mai si sarebbe aspettato che certe preghiere sarebbero state ascoltate?
Chissà se mai il tifoso medio ha compreso che non si tratta solo di un cambio societario, ma di ben altro?
Proprietari giovani con la freschezza e l’entusiasmo che solo la loro giovane età può portare, tifosissimi del Foggia e soprattutto rappresentanti del territorio, così zittiamo anche coloro che ne hanno dette tante sulla imprenditoria locale. Aggiungiamo poi che in un calcio dove ai vertici societari pullulano vecchi marpioni (spesso solo per farsi pubblicità o per farsi i cavoli loro) o fondi stranieri (a cui la passione è distante anni luce), non vi sembra che oggi possiamo sorridere?
Infine vi pare poco che personaggi legati tra di loro, non solo per una questione di affari, siano coesi nell’operazione Foggia? Casillo jr più vulcanico (sappiamo di chi è figlio) e De Vitto un po’ più dietro le quinte quasi a sfuggire ai riflettori. A chi scrive poi credo che un’altra figura importante, se non strategica, sia proprio De Vitto senior, che evidentemente immagino faccia da chioccia ai due ragazzi. Personalmente mi auguro si mostri ogni tanto.
A chiudere, abbiamo sentito spesso le dichiarazioni di Gennarino, della sua voglia di ripercorrere la strada del suo papà (quanta tenerezza in quelle parole), ribadendo però che in ambito sportivo il papà sarà inarrivabile. Bacchettata simpatica: e chi lo dice? Di sicuro invece è rilevante che la sua venuta al timone del Foggia abbia già del miracoloso, in quanto ha saputo coinvolgere tutto un movimento imprenditoriale, cosa che neppure al padre riuscì. E chi se ne importa se ci saranno coloro che saliranno sul famoso carro dei vincitori per continuare ad avere visibilità ANCHE con la nuova proprietà.
Caro Casillo, ci siamo lasciati con gli Insigne, i Sau, i Kone, i Burrai…. La Storia continua, il Foggia è tornato.
Rino La Forgia
