
Un punto, molte recriminazioni ma tanta voglia di riaccendere il motore della speranza. Il Foggia si porta a casa da Cava de’ Tirreni un piccolo bagaglio di fiducia, quella che era desolatamente mancata al termine delle ultime prestazioni ma che serve disperatamente in questo finale di torneo per imboccare l’unica via che potrebbe portare fuori dal tunnel: quella dei risultati. Il punto del “Simonetta Lamberti” è appena un brodino: il tempo dirà se ricostituente o meno, ma comunque già qualcosa per interrompere un digiuno mai visto nella storia dei rossoneri. Soprattutto perchè arriva al termine di una prestazione con poche sbavature, maggiore attenzione e più convinzione, anche se non ancora accompagnata da quella concretezza e “cattiveria” sotto porta che porta gol e risultati. La matinèe di Cava però lascia anche molte perplessità sul ripetersi di decisioni arbitrali poco convincenti nei confronti dei rossoneri: almeno due gli episodi dubbi e ancora una volta il ricorso al FVS si rivela un artifizio del tutto inutile. Stavolta la società non resta zitta e a fine gara il co-patròn Gennaro Casillo darà stura alle rimostranze del club: “Non vogliamo di più, vogliamo la normalità. Due rigori negati ad una società che lotta per salvarsi sono cruciali: ora basta, vogliamo rispetto”. Episodi controversi a parte, la direzione del signor Gauzolino lascia perplessi anche per la gestione, a senso unico, dei cartellini (per usare un eufemismo, un altro déjà vu). Poi va a finire che qualcuno faccia notare la provenienza di quarta ufficiale e operatore del fatidico FVS (rispettivamente: Sapri e Salerno): il doverci arrivare a fare caso non è senza dubbio una sensazione piacevole per nessuno.
LA PARTITA – Pazienza riconferma il 3-4-3 visto a Benevento, con le due uniche novità di Romeo dal primo minuto in posizione di esterno destro e di Tommasini che rientra al centro del tridente avanzato. Nella Cavese il polacco-brasilano Thiago Cionek, il più anziano calciatore del calcio professionistico italiano (il 21 aprile compirà quarant’anni), guida come di consueto il terzetto difensivo nel 3-5-2 di Fabio Prosperi; l’unico ex è Francesco Orlando, in maglia rossonera nella scorsa stagione e nella prima gara di questa (la disfatta di Catania: firmerà per i metelliani il giorno dopo).
Il Foggia parte bene, mostrando finalmente qualche barlume di intraprendenza. Già al 9′ la prima occasione, col colpo di testa di Menegazzo su azione da calcio d’angolo su cui Boffelli deve prodigarsi con un intervento nient’affatto semplice. La squadra si mostra compatta e determinata, pressando alta gli avversari. Bene il trio difensivo (alla seconda apparizione insieme), i rossoneri tengono bene anche sugli esterni: funzionano entrambe le catene, le distanze tra i reparti sono corrette e la Cavese, in atteggiamento attendista, trova una sola ripartenza (32′) subito dopo una buona occasione di Tommasini non sfruttata. Due minuti prima Pazienza si era giocata la card FVS per un sospettissimo fallo di Cionek su Liguori in area (nulla di fatto). Il tempo si chiude a reti bianche, lasciando qualche sensazione positiva in particolare per i progressi nel gioco e nella personalità.
La ripresa conferma gli equilibri visti nella prima frazione. La Cavese si scuote un po’ di più, il Foggia però non fa barricate e non rinuncia a provarci. Poche emozioni, salvo un nuovo intervento a sua volta piuttosto dubbio ancora di Cionek su Menegazzo: anche in questo caso Gauzolino non cambia idea neppure guardando le immagini del FVS subito richiesto dalla panchina rossonera. Il gol al 91′ di Macchi, in evidente fuorigioco, è solo un brivido nel finale che lascia il risultato sul punteggio iniziale.
Alla fine è il Foggia a poter recriminare, ma il punto almeno interrompe l’astinenza perdurante ormai da oltre due mesi. I commenti da Cava invece parlano di “pericolo scampato” dei locali, che possono puntare nel mirino (beati loro) la salvezza diretta. 5 giornate alla fine, non bastano le penalizzazioni delle più dirette concorrenti: se il Foggia si è svegliato, ora dovrà alzarsi e correre.
Giancarlo Pugliese
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CAVESE-FOGGIA / IL TABELLINO
CAVESE (3-5-2): Boffelli; Luciani, Cionek, Nunziata; Diarrassouba (65′ Nmandi Ubani), Orlando (65′ Awua), Visconti, Munari (71′ Maiolo), Macchi; Fusco (46′ Minaj), Gudjohnsen (77′ Fella). All. Prosperi. A disposizione: Awua T., Bolcano D., Evangelisti N., Fella G., Imparato C., Maiolo F., Manzo F., Minaj E., Peretti M., Sposito A., Ubaldi L., Ubani M., Yabre M.
FOGGIA (3-4-3):Perucchini; Buttaro, Staver, Biasiol; Romeo, Menegazzo (90′ Eyango), Garofalo, Dimarco (66′ Giron); Liguori (90′ Cangiano), Tommasini (67′ Bevilacqua), D’Amico (76′ Nocerino). All. Pazienza. A disposizione: Awua T., Bolcano D., Evangelisti N., Fella G., Imparato C., Maiolo F., Manzo F., Minaj E., Peretti M., Sposito A., Ubaldi L., Ubani M., Yabre M.
ARBITRO: Gauzolino di Torino; assistenti Chichi di Palermo e Scribani di Agrigento; quarto ufficiale: Maria Marotta di Sapri; operatore FVS: Pierpaolo Vitale di Salerno
NOTE: Spettatori 2.500 circa (trasferta chiusa agli ospiti); ammoniti: 35′ Menegazzo (F), 37′ Cionek (C), 58′ Staver (F), 70′ Garofalo (F), 89′ Nocerino (F), 89′ Luciani (C)
