Tre minuti per buttar via tutto. Tre minuti per guastare una prestazione fino a quel punto tutto sommato concentrata e di carattere, per far riemergere vecchi limiti e paure attuali, spalancando una classifica da tregenda, minuziosamente costruita con il dramma di sei sconfitte consecutive. Non si arresta il calvario di un Foggia troppo fragile per reagire alle avversità e troppo ingenuo nello sciupare tutto in pochi minuti, partendo da un’espulsione assolutamente inconcepibile per com’è arrivata. Ha ragione mr. Pazienza: a questo punto le parole non servono più. Occorre solo lavorare, e tanto anche. Sperando che le buone notizie (ed è anche brutto dirlo…) arrivino almeno dai tribunali federali con i casi Siracusa e Trapani che terranno banco nelle prossime settimane.

Pazienza prova a mettere in campo la migliore formazione possibile con 6 degli 8 nuovi innesti in campo. La sorpresa è Liguori dal primo minuto, insieme alla riproposizione del 4-3-3, speculare a quello di Longo che invece lascia fuori Gomez (influenzato), Energe, Guerra e Meli, preferendo Sandri, Groppelli, Musso e Piovanello. Tutti in campo gli ex Giron, Di Pasquale, Gallo e Zunno.

LA PARTITA – L’inerzia iniziale dura appena 5′, giusto il tempo per il Foggia di punire il primo errore avversario: il fraseggio crotonese si inceppa sulla propria tre quarti e Liguori può approfittare dell’errato disimpegno avversario per innescare immediatamente Tommasini, bravissimo a penetrare verso il fondo e a servire il liberissimo Romeo che insacca il vantaggio rossonero. Il gol da’ fiducia agli undici di Pazienza che tengono il campo con calma, con i giusti tempi di pressing e una buona attenzione alle preventive. La gara assume subito toni ruvidi, anche se appaiono abbastanza gratuiti i giallo affibbiati a Tommasini (26′), Petermann (36′) e Liguori (38′). Molti contatti e gioco spezzettato, difficile vedere il pallone scorrere per più di due minuti di fila. Perrucchini deve usare i guantoni solo al 3′ di recupero nell’unica penetrazione pericolosa in area dei calabresi (Zunno) ma l’isolato momento di maggior pressione dei padroni di casa si spegne col duplice fischio che manda le due squadre negli spogliatoi.

Al rientro in campo doppia novità per il Foggia: fuori Petermann (infortunato) e Cangiano (problemi al ginocchio?), dento Biasiol e Castorri. Conseguentemente cambia il modulo: Pazienza dispone i suoi col 5-3-2 (Staver e Giron esterni), ma i piani saltano immediatamente quando (48′) basta un banale rilancio del portiere crotonese al termine di un’azione rossonera per trovare scoperta l’ultima linea ospite: Romeo deve atterrare Piovanello, pronto a lanciarsi a rete, e il signor Burlando non ci pensa due volte a estrarre il rosso. Le cattive notizie non finiscono qui: sulla conseguente punizione lo stesso Piovanello (50′) infila Perucchini nell’angolo basso alla sua sinistra. Cambia tutto: il Crotone parte all’assalto e ci impiega appena 2′ per completare la rimonta. Novella riceve in area ed arriva al fondo, sull’assist basso al centro pasticciaccio tra l’esordiente Biasiol e Perucchini, Musso riceve e ringrazia insaccando a porta vuota.

Pazienza prova ad aggiustare qualcosa inserendo Valietti e Di Marco per Rizzo e Staver: è una sorta di 3-4-2 ma senza un play di ruolo (difetto della rosa fin da questa estate…) la manovra è disordinata e incoerente, mentre tutti i vecchi limiti saltano fuori tutti insieme. E’ il Crotone a trovare ancora la via del tiro (Perucchini c’è), il Foggia è disperato ma riesce almeno a creare un paio di situazioni in area : sulla seconda però l’ennesimo disastro sulla ripartenza avversaria regala un contropiede due contro uno ai crotonesi che termina con un sospetto fallo su Zunno (78′). Burlando lo rivede al FVS e fischia il penalty che Gomez insacca spiazzando Perucchini (81′). La partita può finire anche qui. Invece serviranno persino sei minuti di recupero prima del fischio finale. Il Crotone riprende il suo cammino e si rilancia in zona playoff. A Foggia invece è buio pesto. Il cerino per far luce e riaccendere il fuoco della speranza resta tutto in mano a Pazienza e al suo staff.

Giancarlo Pugliese

RIPRODUZIONE RISERVATA

_____________________________

IL TABELLINO

Reti: 5′ Romeo (F),  50′ Piovanello (C), 52′ Musso (C), 81’rig.Gomez (C)

Crotone (4-3-3): Merelli; Novella, Cocetta, Di Pasquale, Groppelli; Gallo (24’s.t.Meli), Vinicius (37’s.t.Calvano), Sandri (80′ Bruno); Piovanello (37’s.t.Energe), Musso (24’s.t.Gomez), Zunno.

A disp.: Martino (P), Paciotti (P), Gomez, Energe, Armini, Meli, Russo, Guerra, Maggio, Calvano, Veltri, Vrenna, Bruno. All. Longo

Foggia (3-5-2): Perucchini; Staver (60′ Di Marco), Brosco, Rizzo (60′ Valietti), Giron; Garofalo (37’s.t.Bevilacqua), Petermann (1’s.t.Biasiol) Romeo; Liguori, Tommasini, Cangiano (1’s.t.Castorri).

A disp.: Magro (P),  Borbei (P), Di Marco, Biasiol, Castorri, Minelli, Bevilacqua, Nocerino, Oliva, Valietti, Menegazzo, Pazienza, D’Amico. All. Pazienza

Arbitro: Burlando di Genova.

Note: Spettatori 2.000 circa (non presenti gli ospiti). Espulso Romeo al 3′ s.t. (fallo da ultimo uomo). Ammoniti: Tommasini, Petermann, Liguori, Di Marco (F)

Adblock test (Why?)