Cosa ne è della squadra che, con Gallo, aveva scalato 14 posizioni in classifica, realizzando una media punti da primato o quasi? Dissolta. Squagliata. Svanita. 

E’ questa l’incredibile evidenza che tramortisce uno Zaccheria sempre meno pieno e sempre più avvilito. Risultanza di una gara in cui i rossoneri non sembrano neppure essere scesi in campo, completamente non pervenuti al cospetto di un Monterosi languente in terz’ultima posizione ma che ritrova la vittoria dopo 6 gare, sbancando Foggia quasi senza sforzo e con una condotta di gara nulla più che lineare e attenta. Per Mario Somma è l’epilogo: 3 sconfitte nelle ultime 4 gare, la disfatta di Cerignola come punto di non ritorno, uno spogliatoio che appare in subbuglio e che non ha metabolizzato nè le dimissioni “indotte” di Gallo, nè l’arrivo del tecnico pontino. E tantomeno, va aggiunto, l’invadenza del direttore sportivo Sapio nelle questioni di squadra, da più parti giudicata inopportuna anche sulla scorta della oggettiva scarsa esperienza professionistica di quest’ultimo nel ruolo. Prova ne è che il tarantino si accomoda stavolta in tribuna, al fianco del patròn, lasciando vacante il posto accanto a Somma. A proposito della società e del suo patròn: che l’epilogo dell’esperienza del 3° allenatore di stagione potesse essere questo sin da questo avvilente Foggia-Monterosi, non si può dire che la proprietà non se lo aspettasse. I contatti con Gallo avvenuti in settimana, prova di un riavvicinamento reale e molto malamente smentito da Canonico a fine gara (“Ci siamo sentiti, ma per parlare d’altro”. E di cosa allora? Dell’arrivo della primavera forse?), ne sono la testimonianza inoppugnabile. Il presidente non ha però fatto i conti con la piazza: l’ennesima piroetta stavolta non sembra accettata da parte della tifoseria organizzata, mentre il resto della platea trova il tutto un ulteriore esempio di caos, idee confuse, gestione isterica e pressapochistica, deficit di cognizione di causa.

Della gara non ci sarebbe altro da dire, non foss’altro perchè c’è ben poco da aggiungere a quanto, con chiarezza addirittura disarmante, fa intendere lo stesso Somma nelle (molto laconiche) dichiarazioni di fine gara:

“Per quanto riguarda l’aspetto tecnico della gara non ci sono analisi da fare, di nessun tipo. Inutile fare domande: sono qui a comunicarvi le mie dimissioni, irrevocabili. Mi dispiace avere deluso nuovamente i tifosi, ma non sono più in grado di guidare questo gruppo. E’ quindi inutile continuare questo percorso. Grazie a tutti e in bocca al lupo.”

Ci atteniamo allora a quanto dice Somma e non ci avventuriamo in nessuna (inutile) analisi della gara. Limitandoci alla sola cronaca: scarnissima. Mancano Costa e Di Pasquale, influenzati. E così Rizzo “sale” a sinistra mentre il terzetto difensivo è inedito. Più volte, nelle cronache precedenti, c’eravamo persino rifiutati di considerare Markic un’alternativa realmente praticabile. Invece anche Leo resta in panchina e tra i tanti paradossi stagionali si aggiunge anche l’evenienza che il croato d’Erzegovina prenda addirittura posto nel ruolo di braccetto insieme al croato di Zagabria Kontek e allo spagnolo andaluso Rutjens in un trio tutto straniero che ballerà paurosamente per tutto il corso della gara. La presenza dell’ex Bisceglie, riesumato a metà torneo, si fa “sentire”, se così si può dire, nel gol del vantaggio degli ospiti, allorchè (11′) non scala la marcatura e abbandona solissimo in area Costantino, libero di battere a rete il cross basso di Verde e di ritrovare il gol perduto dopo una lunga astenìa. Non sarà l’unico risveglio che il Foggia garantirà agli avversari: nel secondo tempo, dopo neanche trenta secondi, sarà persino l’oggetto misterioso della scorsa stagione (e anche dell’attuale) Pablo Vitali, approdato in Tuscia dopo il non positivo girone d’andata a Cerignola, a insaccare di giustezza il cross di Di Renzo anticipando seccamente uno stralunato Kontek e siglando il primo gol stagionale. L’italo-spagnolo (pagato un anno fa 315.000 €, a fronte dei 300.000 ricevuti per Merkaj dallo stesso Campobasso, secondo quanto dichiarò Zeman nella conferenza stampa del 12 Marzo 2022, il cui video non fu pubblicato dai canali del club “per un guasto tecnico”) prima festeggia e poi chiede scusa al suo (?) ex pubblico: fin troppo educato. Fortunatamente non andranno a segno gli altri due ex Tonin e Di Paolantonio (il secondo in particolare ci andrà molto vicino) e la cronaca può terminare qui: giusto il tempo di annotare il pleonastico gol di Beretta che all’ultimo soffio di gara raccoglie e corregge oltre la linea la respinta della traversa sull’inzuccata di Ogunseye; quindi l’assurda e irritante espulsione di Di Noia (che beccherà due giornate per rosso diretto) sul parapiglia immediatamente successivo. Lo Zaccheria è esasperato: la squadra raccoglie fischi e schiene girate, mentre arriva la “chiamata” anche per Canonico: sonora, da tutto lo stadio, curve comprese. Ci sono ancora 4 giornate (e i playoff a seguire): ma dal fasto di quel terzo posto, sognato a lungo e infine raggiunto, sembra passata una vita. Ben oltre i punti di distacco dal Pescara.

Giancarlo Pugliese

RIPRODUZIONE RISERVATA

[Foto: ph. Potito Chiummarulo / FoggiaCalcioMovie]

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FOGGIA-MONTEROSI 1-2 / IL TABELLINO

RETI: 11’ pt Costantino (M), 1’ st Vitali (M), 45+4’ st Beretta (F).

FOGGIA (3-5-2): Thiam; Markic, Kontek, Rutjens (6’ st Bjarkason); Garattoni, Frigerio (6’ st Peralta), Petermann, Di Noia, Rizzo; Iacoponi (17’ st Beretta), Ogunseye. A disp.: Raccichini, Nobile, Schenetti, Agnelli, Battimelli, Odjer, Capogna. All.: Somma.

MONTEROSI (3-4-2-1): Forte; Mbende (30’ st Tolomello), Giordani, Piroli (19’ st Tartaglia); Verde (1’ st Bittante), Lipani, Parlati, Di Renzo; Vitali, Tonin (24’ st Di Paolantonio), Costantino (30’ st Della Pietra). A disp.: Alia, Santoro, Gasperi, Burgio, Rossi, Di Francesco. All.: Menichini.

ARBITRO: D’Eusanio di Faenza (assistenti Giorgi-Consonni)

NOTE: ammoniti Verde (M), Petermann (F), Rutjens (F), Giordani (M), Forte (M). Espulso: Di Noia (F) al 95′.

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