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Famiglia benestante, gli inizi nel Lione, l’islam come regola di vita: alle radici dell’ex Inter arrestato e poi rilasciato per aver tentato di uccidere la sorella
Quando giocava nel Bologna, Ishak Belfodil era un ragazzo timorato di Dio che pregava cinque volte al giorno. E ogni volta — prima dell’allenamento, dopo l’allenamento, appena sveglio, verso sera e al momento di coricarsi — si rivolgeva alla Mecca e innalzava lodi e canti. Quando giocava nel Parma, il musulmano Ishak Belfodil era solito recarsi un paio di volte alla settimana nella zona industriale della città, in un magazzino abbandonato e adibito a moschea.