Ledure vedrà la nuova dirigenza dei Blues per capire se il grande ritorno (in prestito) è possibile. Big Rom pronto a ridursi l’ingaggio, ma per il Decreto crescita bisogna chiudere entro un mese

Appuntamento doveva essere e appuntamento è stato. Impossibile pensare che Sebastien Ledure, l’avvocato che segue da vicino gli affari di Lukaku, potesse esser visto dalle parti di viale della Liberazione. Ma il contatto tra le parti, il secondo negli ultimi giorni, c’è stato. Ed è stato utile in più direzioni, nella trattativa – che tale ancora non può essere definita – per il ritorno di Romelu Lukaku all’Inter. Benintesi: siamo all’inizio di un percorso in salita, tutte le parti in causa lo sanno e dunque nessuno ha la minima voglia di esporsi, in questa fase. Ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

Entro metà giugno

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E oggi Lukaku e l’Inter hanno rafforzato questo patto. In primis, confermandosi a vicenda che in termini di ingaggio non ci sono problemi, anche se questo per il belga vorrà dire tornare a guadagnare quanto faceva fino allo scorso anno con l’Inter. Secondo step: il Decreto Crescita in effetti viene in soccorso all’Inter, purché la pratica sia veloce, da risolvere entro il 30 giugno. Terzo passaggio di giornata, il più importante: non si può pensare di arrivare all’ultimo giorno utile, ovvero al 30 giugno, per chiudere o meno l’operazione. Ecco perché c’è una tempistica fissata per il passaggio che poi sarà decisivo: entro 15 giorni, metà giugno, lo stesso Ledure avrà un incontro con la nuova dirigenza del Chelsea per capire la fattibilità dell’operazione. I termini sono chiari: si può fare solo in prestito, a fronte di un prezzo di acquisto di 115 milioni fissato solo 10 mesi fa. La via è stretta, senza dubbio. Ma se Romelu riuscirà a confezionare il suo ritorno a Milano, l’Inter è disposta ad accoglierlo.

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