Lui, croato, vuole andarsene, il Wolfsburg apre alla cessione. Veloce e forte, pecca di costanza. E in Germania finì al centro di una polemica

Una soluzione che soddisferebbe tutti. Josip Brekalo piace alla Lazio, il direttore sportivo Tare lo segue con attenzione dal 2018. Il croato classe 1998 ha chiesto la cessione, il Wolfsburg è pronto a darlo in prestito con diritto di riscatto (formula gradita dal club biancoceleste che ha difficoltà con l'indice di liquidità). Per questo la trattativa fra la Lazio e il Wolfsburg per Brekalo può decollare.

La situazione

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Nelle scorse settimane Brekalo, esterno d'attacco capace di giocare su entrambe le fasce (ma di piede destro) ha chiesto a Jörg Schmadtke e a Marcel Schäfer (rispettivamente amministratore delegato e direttore sportivo del Wolfsburg) di lasciarlo andare. La società gli ha promesso di liberarlo, al punto che il croato ha già disdetto l'affitto di casa. Nelle ultime settimane si è parlato di un presunto interessamento dell'Atletico Madrid, della Real Sociedad e del Betis, ma, nel concreto, non sono arrivate offerte. Per il calciatore il Wolfsburg chiede 15 milioni più bonus, ma, come detto, è disposto a dare il giocatore in prestito. Già un anno fa si era parlato del suo addio: lo voleva il Napoli, lui si era detto entusiasta, ma alla fine non se ne è fatto nulla. Questa volta l'addio appare certo.

Profilo

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Nell'ultima stagione Brekalo ha segnato 7 gol in campionato (suo record personale), ma, nonostante questo, non è riuscito a togliersi di dosso l'etichetta del giocatore poco costante. Tecnicamente molto interessante, è veloce e forte fisicamente, ma spesso, troppo spesso, si eclissa. Per questo il Wolfsburg, benché si sia qualificato per la Champions, è pronto a darlo via. Considerando la tripletta segnata all'Union Berlino alla terzultima di campionato, inoltre, Brekalo ha segnato solo in 5 partite di Bundesliga, servendo assist in altre due. Incide raramente.

Polemiche

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Nel 2018, inoltre, Brekalo finì al centro di una polemica stucchevole. Il Wolfsburg voleva mandare un segnare contro l'omofobia e il razzismo, creando una fascia con i colori dell'arcobaleno che avrebbero dovuto indossare tutti i giocatori. Il croato però si rifiutò di aderire all'iniziativa e venne perfino criticato perché spuntarono dei suoi like ad alcuni commenti di tifosi che si dicevano contrari alla fascia. Al termine di una partita di Bundesliga, quando gli venne chiesto di esprimersi a riguardo, prese il cellulare dalla borsa e mostrò che, a causa di un malfunzionamento, alcuni comandi partivano in automatico. “Non avrei mai messo like a certi commenti – assicurò –, è il mio telefonino che è rotto. Io rispetto tutti. Nonostante questo devo dire che non posso condividere questa iniziativa al 100% perché va contro le mie convinzioni di cristiano. Ho un credo molto forte perché sono stato educato nel rispetto di certi valori. Se qualcuno vuole vivere la sua vita in maniera diversa non è un problema, perché sono fatti suoi e io non sono nessuno per giudicare. Detto questo però non mi va di indossare un simbolo che difenda l'impostazione di vita di altre persone. Non penso di dover indossare la fascia”. Una presa di posizione forte. Un'idea ben precisa. Come quella della Lazio che ora lo vorrebbe portare a Roma, in una trattativa che soddisferebbe tutti: biancocelesti, giocatori e Wolfsburg.

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