Con il ritorno della finale alle porte anche la stagione di serie C, come quella degli altri tornei, sta arrivando alla sua conclusione. L’ultimo atto definirà la casella rimasta ancora incerta fra le 60 della terza serie 2022-23 (naturalmente al lordo delle diverse esclusioni per mancate iscrizioni e quant’altro, che non mancheranno neppure in questa stagione). A circa due mesi dalle prime gare ufficiali (presumibilmente di Coppa) della prossima stagione sono già molti i club che hanno già scritto nome e cognome da apporre alla propria panchina. Proviamo a farne una panoramica, con particolare riferimento al girone “meridionale”.

Partiamo, noblesse oblige, dalla retrocessa CROTONE: i calabresi, ripiombati in C dopo 13 stagioni (di cui 3 in A), ripartono da Franco LERDA. Per il tecnico piemontese si tratta di un gradito ritorno: aveva infatti già allenato gli Squali fra i cadetti ottenendo un buon 8° posto, nonostante il -2 di penalizzazione iniziale. Ad AVELLINO, dopo il burrascoso finale di stagione che non ha risparmiato il tecnico Gautieri (subentrato a Braglia senza alcuna migliorìa al trend biancoverde), hanno scelto di puntare su un emergente: ecco TAURINO, artefice dell’ottimo torneo della Virtus Francavilla (dopo gli anni alla Viterbese e al Bitonto che contese la promozione al Foggia di Corda). Non è stato accolto benissimo dalla piazza ma con lui il club irpino prova a cambiare strada, abbandonando quella dei vecchi lupi di mare della categoria. A sostituirlo alla VIRTUS è un “cavallo di ritorno”: Antonio CALABRO infatti torna a FRANCAVILLA insieme al dg Fracchiolla. Un passo indietro, forse, per la sua carriera. Oppure un passo avanti per il club del presidente Magrì, che, dopo un ottimo torneo, prova ad alimentare ulteriori ambizioni.

Il CATANZARO (ex club di Calabro) va invece verso la conferma di VIVARINI dopo la sfortunata (e contestata) eliminazione di Padova. Anche Peppe DI BARI ha rotto gli indugi: per la panchina della JUVE STABIA ha scelto un altro dauno, il cerignolano Leonardo COLUCCI, reduce dalla positiva esperienza al PICERNO. I lucani del patròn Curcio non si sono fatti trovare impreparati: il nuovo allenatore sarà un altro emergente, Emilio LONGO, arrivato quinto nel girone lombardo di serie D con la Folgore Caratese. Longo, per la prima volta nel professionismo, torna così al sud, dove ha già allenato, fra le altre, anche il San Severo, pilotandolo verso la salvezza nel 2014.

Cambia la panchina anche al MONOPOLI: il “Gabbiano”, orfano di Alberto COLOMBO (accostato negli scorsi giorni anche al Foggia ma probabilmente destinato ad una panchina del nord), cambia progetto e passa al 4-3-3 di Giuseppe LATERZA, che lascia dunque TARANTO dopo un finale “così così” nei rapporti con la società. Le turbolenze joniche avevano determinato anche il divorzio col ds Montervino: a sostituirlo è Nicola DIONISIO che per la panchina ha scelto il veterano Nello DI COSTANZO. Anche l’altra sorpresa del torneo, la TURRIS, cambia guida: Bruno Caneo ha salutato, diretto verso lidi più ambiziosi, ma i corallini avevano bello e pronto il piano B: ecco un altro emergente, Max CANZI, reduce anche lui da un’ottima stagione all’OLBIA. Infine, cambio della guardia anche a CAMPOBASSO: Cudini si è accomiatato con i lupi dopo un campionato vinto ed un’onorevole salvezza, condita da molti consensi per il gioco espresso. Al suo posto arriva Fabio PROSPERI, appena reduce dall’esperienza in D nel Vastogirardi, che resta in Molise approdando al club del capoluogo di regione.

Dove non cambiano di sicuro è a LATINA: il club pontino ha infatti riconfermato per il prossimo biennio Daniele DI DONATO, con l’intenzione di proseguire il percorso di crescita avviato nella scorsa stagione. A POTENZA, invece, è cambiato tutto: Caiata ha lasciato la guida del club a un nuovo socio di maggioranza, l’imprenditore dell’eolico ed editore Donato MACCHIA, giunto nel capoluogo lucano a quanto pare con grandi progetti. Spetterà a lui stabilire il successore di Pasquale Arleo, che non sarà riconfermato nonostante l’ennesima impresa sulla panchina dei leoni lucani.

Altri due club sono in stand-by. Il primo è il MONTEROSI: la conferma di MENICHINI sembra dietro l’angolo ma si attende il varo ufficiale della nuova stagione da parte del vulcanico presidente Luciano Capponi: con lui le sorprese non sono mai da escludere.  Il secondo è la FIDELIS ANDRIA: il ds Logiudice lascia, si tratta dunque di imbastire un nuovo progetto con un altro ds (Mussi, Rubino o Montervino?). Solo dopo si potrà individuare la guida tecnica. 

Carrellata neopromosse: il Giugliano, tornato nel professionismo dopo 15 anni, è pronto a confermare Giovanni FERRARO. Il tecnico di Vico Equense è al suo primo campionato vinto, come del resto l’ex rossonero Michelino PAZIENZA, per il quale è pronto il rinnovo sulla panchina dell’ambizioso AUDACE CERIGNOLA in tandem con l’ex compagno di squadra Elio DI TORO. La “Cicogna” rivede la terza serie dopo addirittura 85 anni e, con il ritorno della famiglia Grieco alla guida del club, è intenzionata a non essere affatto una comparsa. Prima volta assoluta in C invece per i cilentani della Gelbison. Il piccolo club di Vallo della Lucania ha compiuto un’autentica impresa, in un girone assai difficile e zeppo di nobili decadute come Cavese o Acireale. Difficile allora immaginare un cambio della guida tecnica con mister Gianluca ESPOSITO, prima promozione anche per lui, che condividerà con i due colleghi neopromossi l’esordio in serie C.

Tutt’altra storia invece a MESSINA, dove la conferma o meno di Raciti è l’ultimo dei problemi. L’ACR è infatti alle prese con una profonda crisi societaria che ha indotto il presidente Sciotto ad annunciare il suo disimpegno e la messa in vendita del club: senza un “salvatore” i peloritani potrebbero nuovamente dire addio al professionismo dopo un solo anno e innumerevoli fallimenti alle spalle.

E il FOGGIA? Al momento è uno dei 3 o 4 club del probabile girone C a non aver ancora individuato un mister. Non è sicuramente casuale: per il club di Viale Ofanto sostituire un monumento come Zdenek ZEMAN non sarà sicuramente una scelta da assumere senza averla adeguatamente ponderata. Specie se, nel frattempo, dovessero concretizzarsi a breve le… “manifestazioni d’interesse” da più parti sussurrate.

Giancarlo Pugliese

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