La sfida tra Porto e Napoli di quarta giornata della fase a gironi di Champions League 2026/2027 rimarrà nella memoria per le tre decisioni arbitrali che hanno condizionato pesantemente l’andamento del match. Michael Oliver, arbitro principale della contesa, ha dovuto gestire situazioni delicate che hanno cambiato completamente il volto della partita.
Pepe e Hojlund, gol fantasma
Il primo episodio controverso arriva già al 4′ quando Pepe sblocca il risultato per il Porto, ma il gol viene annullato per fuorigioco. La rete sembra regalare ai dragoni un vantaggio immediato, invece il VAR Stuart Attwell e l’AVAR Christian Dingert intervengono per segnalare l’irregolarità in posizione.
Nel corso del primo tempo arriva il secondo colpo di scena: anche il gol di Rasmus Hojlund per il Napoli al 37′ viene annullato per fuorigioco. L’attaccante dei partenopei non può esultare, nonostante la sua conclusione sembri aver superato la linea di porta.
Il dramma al 89′: rosso e rigore
Il momento più controverso della contesa arriva nell’epilogo della partita. Al 89′, Rafa Marin, difensore centrale del Napoli, viene espulso direttamente per una trattenuta in area di rigore. La decisione di Oliver comporta l’assegnazione di un rigore al Porto, trasformando radicalmente gli equilibri negli ultimi minuti di gara.
L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese ha commentato la situazione: “Sul rigore nessun dubbio, Rafa Marin lo trattiene e non è un tentativo genuino. Per questo è cartellino rosso.” Una valutazione che spiega la severità della decisione dell’arbitro principale nei confronti del difensore azzurro.
Una serata complessa, dunque, caratterizzata da interventi decisionali che hanno fortemente inciso sullo sviluppo tattico della sfida tra portoghesi e italiani.