Il nuovo tecnico del Tottenham debutterà lunedì contro l’Everton: "Scelta condivisa da tutti"

Dal nostro corrispondente Davide Chinellato @dchinellato

Cristian Stellini si è seduto molte volte prima d’ora nella sedia sul podio della sala stampa del centro di allenamento del Tottenham. Stavolta però è tutto cambiato, stavolta è lui l’acting head coach, il traghettatore che dovrà guidare gli Spurs fuori dal caos delle ultime settimane.

"Non siamo un club in crisi, questo voglio sia chiaro - dice l’ex numero due di Antonio Conte, promosso capo allenatore -. È stata tracciata una linea, adesso dobbiamo solo guardare avanti, rimanere uniti e vincere sul campo, che è il nostro lavoro".

LA DECISIONE

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Stellini torna sull’annuncio di domenica scorsa, quello in cui il Tottenham annunciava la separazione consensuale da Conte e la sua promozione a capo allenatore. "Voglio chiarire che la decisione è stata presa per il meglio del club e condivisa da tutti - spiega Stellini -. Il mio rapporto con Antonio resta invariato e tra noi niente cambia: devo ringraziarlo perché lavorando con lui sono migliorato molto e il motivo è lui. Antonio per me è una persona importante: ho fatto il meglio per lui quando ero suo vice, ora voglio fare il meglio da qui alla fine della stagione". Stellini racconta anche come si è arrivati alla decisione di affidare a lui la panchina: "Antonio e il club hanno parlato a lungo e hanno preso una decisione - dice -. Poi mi hanno chiamato, mi hanno detto quello che avevano stabilito e che se avessi voluto il lavoro era mio. Non ho avuto problemi ad accettarlo perché era una decisione condivisa".

CONTINUITÀ

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In una conferenza stampa in cui il Tottenham, per ragioni legali, preterisce non affrontare la situazione di Fabio Paratici, Stellini chiarisce anche che il suo incarico è all’insegna della continuità: in passato, quando ha sostituito Antonio in malattia, prendeva ordini dal titolare dalla panchina, ma adesso la decisione finale spetta a lui. "È un lavoro importante, una responsabilità che ho accettato, ma sono pronto a farlo e sento di poterlo fare perché sono qui dall’inizio e posso continuare il lavoro che è stato fatto finora. Il prossimo passo per me è lavorare duro nelle ultime 10 partite: non sono qui per vanità, ma per portare avanti un lavoro sapendo di dover essere me stesso, di dover usare il mio carattere e il mio modo di essere per gestire la squadra. Niente deve cambiare: sono qui perché conosco i giocatori, perché in passato siamo rimasti uniti nelle difficoltà e dobbiamo farlo di nuovo. Ovviamente non chiederò consigli a Conte come fatto quando l’ho sostituito, ma posso usare quello che ho imparato da lui nei tanti anni in cui abbiamo lavorato insieme. E per questo lo devo ringraziare".

CHIARIMENTO

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Stellini racconta anche di un chiarimento con i giocatori, di un faccia a faccia alla prima occasione utile, al ritorno di tutti dalle rispettive nazionali, prima di voltare pagina e mettere nel mirino la partita in casa dell’Everton, che lunedì sera sarà il primo atto del nuovo corso Spurs. "Era importante che ci parlassimo tutti insieme perché i giocatori avevano bisogno di chiarimenti su quello che è successo qui nell’ultima settimana - dice -. Ovviamente siamo rimasti in contatto con loro anche quando erano con le rispettive nazionali, ma ora ci siamo visti, abbiamo chiarito e sono sicuro che i giocatori sono pronti a combattere insieme come una squadra. Ho visto in loro l’atteggiamento giusto, la compattezza e l’unità di vedute con me e l’intero staff". Stellini chiarisce anche un’altra cosa: di quello che farà il prossimo anno non gli importa. "Non penso al mio futuro e non conta quello che io penso: conta solo come lavoro nelle prossime 10 partite". La nuova era del Tottenham comincia così: con tanti dubbi e un tecnico determinato a fare il lavoro per cui è stato scelto.

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