PREMESSA

Una tragedia sportiva non può considerarsi tale se già dall’inizio e nel corso della stagione si è aggiunto mattoncino su mattoncino affinché si cadesse nel baratro. Se leggiamo la classifica al netto dei punti di penalizzazione ce ne rendiamo conto anche visivamente: Trapani 49, Siracusa 37, Foggia 27. E riguardo le siciliane sopracitate tanto di cappello perché nonostante fattori extra calcistici (penalità, stipendi non pagati, collette e certi presidenti), hanno messo in campo tutto ciò che potevano, mentre in casa Foggia qualcuno sollevò persino l’ipotesi che il pubblico sugli spalti poteva essere deleterio per la troppa “pressione”. Mah…

L’avversario di turno.
Già quando furono stilati i calendari della stagione calcistica abbiamo storto il naso, poiché ad una proprietà come quella passata si associava come ultima sfida proprio quella contro la Salernitana. E puntualmente contro quest’ultima abbiamo subito l’ennesima cocentissima retrocessione, sebbene anche questa volta i campani non avevano grosse necessità (visti anche i risultati delle altre…).

La gara.
Chi scrive ammette di aver seguito con molta sufficienza poiché obiettivamente ciò che teneva in vita la fiammella era solo ed unicamente la passione dei tanti cuori rossoneri, ma il tifo non va in campo. Avessimo poi vinto contro i campani ci sarebbe stato poi da affrontare un playout con avversario molto ben vivo e vegeto. E con una squadra squinternata e inabile alla lotta come la nostra, siamo realisti, avremmo piuttosto allungato l’agonia. Del resto contro la Salernitana, almeno nell’ultima gara, quando cioè ci aspettavamo un dignitoso congedo, speravamo che i nostri “eroi” mangiassero l’erba, ma ci siamo accorti come sempre che invece l’erba la brucavano. E solo dopo 5 minuti potevamo spegnere il televisore.

La proprietà.
Oggi i tuttologi si sprecano e prendono voce persino coloro che…se ci fosse stata la vecchia proprietà… (incommentabili, e ci tratteniamo).
Certo che i due ragazzi hanno commesso degli errori, ma intanto se fatti in buona fede cosa gli vuoi dire? E comunque nella realtà a nostro avviso i veri errori hanno un origine: De Vitto-Casillo sono troppo tifosi. Sbagliato prendere la squadra a metà del cammino? Col senno del poi siamo tutti fenomeni. Intanto ricordiamo che da 5 anni che la vecchia proprietà voleva cedere, però se poi si avvicinava qualcuno erano derubricati come “nullatenenti” o come proposte ridicole. Se qualcuno dichiarava interesse non andava preso in considerazione, perché… “certe cose non si pubblicizzano”. Se invece il presupposto era la discrezione nelle trattativa… allora facile come fai a dire che ci sono o non ci sono richieste? Senza considerare nè entrare nel merito della ragionevolezza o meno delle pretese, di cui non sapremo mai. Bene, i due ragazzi a mio avviso hanno colto quel minimo “cedimento” del vecchio patron tra i tanti sbalzi di umori o intenzioni sul vendo/non vendo. Siamo dunque così certi che a fine torneo il club poteva andare in altre mani?
Alla nuova proprietà poi si addebita un campagna acquisti sbagliata. Nel mercato di riparazione? E poi: quando mai dei presidenti chiedono scusa dopo pure aver scucito soldi? O forse ci eravamo abituati in altro modo? A noi invece “tocca” ricordare di una formazione allestita alla fine del mercato, con elementi fuori rosa, rotti e magari non il massimo della disciplina Con un ritiro precampionato nelle “alture” di Trinitapoli. Tutte situazioni avallate da Rossi a cui rimprovero di aver fatto da garante, dando solo inizio all’epilogo finale. Ricordo perciò, poiché molti di noi hanno la memoria corta, che già da settembre non vedevamo l’ora…del mercato di riparazione (pensa un po’ che Ferrari avevamo in campo già da allora). Con l’avvento dunque della nuova proprietà l’idea addirittura fu quella non solo di salvarci, ma di mettere le basi per qualcosa di più importante. Le figure (oggi figurine) le potevamo valutare attraverso le loro carriere, e più di questo cosa potevano fare? Riguardo i continui cambi dei mister, concordiamo circa certe inopportunità di cambiamento, soprattutto riguardo i tempi. Ma anche qui l’essere troppo tifosi ha fatto sì che i Casillo-De Vitto si siano fatti trascinare dagli umori della piazza. E come si sa, specie in una piazza calda: chi la vuole storta, chi la vuole dritta, chi la vuole prima, chi la vuole dopo. Così ci spieghiamo la girandola in un breve lasso di tempo.
Motivo per cui ai due ragazzi d’ora in poi chiediamo di stare dietro le quinte e di dare potere a chi di competenza (che sia del territorio o meno interessa il giusto), di fare “pulizia” anche al proprio interno. A loro chiediamo di tenere duro poiché i veri tifosi sono e saranno sempre dalla loro parte. Inoltre come si fa a giudicare una proprietà in 3 mesi? Lo ripetiamo da sempre: la categoria un dettaglio se si ha visione del futuro. Elementi al posto giusto, settore giovanile, strutture.

Tifosi.
Le tragedie nella vita sono altre e lo sappiamo. Riguardo il nostro Foggia potremo dire che abbiamo pure provato l’esperienza della retrocessione in quarta serie. Ma non siamo mica morti, anzi… Stiamo vicini a questa proprietà dopo le amarezze degli anni scorsi e pensiamo che forse ci poteva pure andare peggio della D. Ripartiamo da 0 in tutti i sensi, ma con spirito costruttivo e combattente, facendo anche noi autocritica. Ciò che è avvenuto a Monopoli, ad esempio, vorremmo non rivederlo più

Ripescaggio/Riammissioni.
Partiamo dal presupposto che abbiamo ampiamente meritato la retrocessione, ma se ci sono delle regole…, perchè no? Chiaro sia che avremo di che parlare sull’argomento, ma perlomeno sarà un modo come un’altro per non pensare alle vergognose prestazioni del rettangolo di gioco. Al riguardo siamo negativi sulla questione, perchè nel mondo pallonaro può succedere tutto e il contrario di tutto (ricordiamo la “cristallizzazione” voluta da Lotito?). Fa invece specie chi già si lamenta che in caso di ripescaggio non si possa programmare in tempo. Magari è la stessa gente che assecondava acquisti avvenuti il 31 Agosto degli anni precedenti. Vabbè…

La squadra.
Difficile da commentare, senza trascendere… lo squallore quest’anno è stato così tanto che pure la realtà supererebbe la fantasia. Cari giocatori: a voi, a molti di voi, chiederemmo di guardarvi allo specchio o semplicemente guardare negli occhi la disperazione di un piccolo tifoso rossonero, ma non lo faremo poiché siamo certi che l’emotività del momento vi farebbe morire dal… ridere.
Sparite da Foggia, TUTTI. Ma state tranquilli, perché dopo le meritate vacanze la giostra continuerà a girare e anche nel prossimo calciomercato verrete presentati ai nuovi tifosi come dei “colpi” sensazionali di mercato. Fa parte del gioco, ma noi a Foggia abbiamo memoria e non dimentichiamo chi oltre a non saper stoppare un pallone ha pure dimostrato quanto sia uomo. A mai più rivederci.

Rino La Forgia

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