Caso VAR di Lissone, archiviazione richiesta: sollievo per Rocchi, Gervasoni, Di Vuolo e Nasca

La Procura di Monza ha richiesto l’archiviazione delle indagini sul caso delle presunte ‘bussate’ al VAR di Lissone, una vicenda che aveva coinvolto alcuni tra i più importanti dirigenti arbitrali italiani. L’Associazione Italiana Arbitri ha accolto con grande entusiasmo questa decisione, considerandola una conferma della correttezza dei propri associati.

Gli indagati al centro della vicenda

Le indagini riguardavano quattro figure chiave dell’arbitraggio italiano: Gianluca Rocchi, ex responsabile della CAN e storico designatore arbitrale della Serie A, Andrea Gervasoni, ex supervisore, e i due VMO (addetti al Var) Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Tutti loro erano stati al centro di questa delicata inchiesta che aveva sollevato interrogativi sulla gestione della tecnologia arbitrale nel calcio italiano.

La posizione ufficiale dell’AIA

L’Associazione Italiana Arbitri ha espresso piena soddisfazione per l’esito della vicenda. Secondo un comunicato ufficiale: “Una notizia che accogliamo con grandissima soddisfazione, essendo sempre stati convinti dell’assoluta correttezza dei nostri associati e fiduciosi nell’operato della magistratura”. Questa dichiarazione testimonia la fiducia mantenuta dall’organismo arbitrale nei confronti dei suoi componenti durante tutto il procedimento.

Chiusura di un capitolo delicato

La richiesta di archiviazione della Procura di Monza rappresenta la conclusione di un capitolo particolarmente delicato per il calcio italiano. La decisione della magistratura di non procedere oltre costituisce una sorta di assoluzione per gli indagati, permettendo loro di tornare alla normalità dopo un periodo caratterizzato da controverse speculazioni sulla loro operato. Per l’AIA si tratta di una rivalutazione della credibilità istituzionale e del lavoro svolto dai suoi associati nell’ambito della gestione arbitrale.

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