FIGC nel mirino della Procura dello Sport: Malagò sotto inchiesta

La Federazione Italiana Giuoco Calcio si trova al centro di una delicata vicenda amministrativa dopo che la Procura generale dello Sport ha ordinato alla FIGC di aprire un’indagine ufficiale sull’elezione di Giovanni Malagò a presidente della federazione. La richiesta è arrivata su istanza dell’avvocato Renato Miele, ex tesserato laziale, il quale ha sollevato gravi dubbi sulla regolarità della procedura elettorale.

Le contestazioni sul tesseramento

L’inchiesta mira a verificare il pieno rispetto dello Statuto federale riguardante il tesseramento di Malagò al momento della sua candidatura e successiva elezione. Si tratta di un aspetto procedurale cruciale che potrebbe invalidare l’intera nomina qualora venissero riscontrate irregolarità. La Procura federale, sotto la direzione dei procuratori Giuseppe Chiné e Ugo Taucer, dovrà dunque accertare se tutte le condizioni previste dalle norme siano state effettivamente rispettate.

Il conflitto di interessi di Bianchedi

Parallelamente alle verifiche su Malagò, l’indagine tocca anche la nomina di Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale italiana. Secondo le contestazioni, questa designazione comporterebbe un possibile conflitto di interessi con il CONI, complicando ulteriormente lo scenario federale. La posizione della Bianchedi è dunque fortemente in discussione.

Cosa potrebbe accadere

Le implicazioni di questa inchiesta potrebbero risultare molto serie: qualora accertate le irregolarità, si potrebbe procedere alla decadenza del mandato di Malagò e al conseguente commissariamento della FIGC. Un’udienza cruciale è stata già fissata per il prossimo 11 settembre davanti alla Corte Federale, dove verranno esaminate tutte le questioni sollevate. Il calcio italiano aspetta sviluppi decisivi su questa complessa vicenda amministrativa.

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