Mads Timm , ex attaccante danese, non è certo passato alla storia del calcio, anzi si è ritirato precocemente. Ma ha avuto la possibilità di incrociare Cristiano Ronaldo per due stagioni al Manchester United. E ne parla nel suo libro "Red Devil"

Mads Timm, ex attaccante danese, non è certo passato alla storia del calcio, anzi si è ritirato molto precocemente per poi tornare a giocare tra i dilettanti. Ma ha avuto la possibilità di incrociare Cristiano Ronaldo per due stagioni al Manchester United. Quanto basta per raccontare più di qualche momento rimasto leggendario, come quella volta in cui il classe 1984 ha la pessima idea di chiamare Ferguson per nome davanti ai ragazzi delle giovanili o di quando si presenta agli allenamenti in Porsche, beccandosi una filippica così storica da cominciare ad andare al centro sportivo in taxi. E nel suo libro "Red Devil" c'è anche spazio per il portoghese e per la descrizione di un ragazzo arrivato giovanissimo a Manchester ma destinato a diventare un'icona del calcio mondiale.

COMBATTERE

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"Era straordinario, come calciatore e come persona. Come me, quando è arrivato al club era un po' bullizzato a causa dei suoi capelli (che poi ha cominciato a tenere legati) e dei suoi dribbling acrobatici con cui voleva impressionare lo staff. Poteva fare 10-15 doppi passi prima di provare a dribblare. Ma gente come Gary Neville o Solskjaer gli urlava 'passala subito, dannazione', quando giocavano assieme le partitelle. Ecco cosa lo ha reso diverso speciale, ha immediatamente combattuto contro i senatori del club. E ha vinto lui. Non gli interessava del resto dei suoi compagni di squadra, non aveva spazio per gli altri. Tutto riguardava Cristiano Ronaldo. CR7. Me, me e ancora me", Insomma, il classico Cristiano, quello che già da giovanissimo sapeva che sarebbe diventato il migliore e che voleva mostrarlo a tutti.

SOGNO

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"Non è il migliore con cui io abbia giocato, ma sicuramente quello più focalizzato su un obiettivo che io abbia mai visto. Non credo che si veda dall'esterno e non credo che si sieda e che rida di se stesso. Ed ecco perchè è sopravvissuto nel mondo del calcio. Andava avanti, con una sicurezza e una fiducia in se stesso che erano incredibili. E si vedeva in campo. Abbiamo fatto una partitella in cui eravamo di fronte e ogni volta che ci siamo incrociati mi ha distrutto. Non ero mai stato senza fiato dopo un allenamento, ma lui me lo ha tolto tutto". E poi un'ammissione forse un po' triste, visto che Timm in fondo non ce l'ha fatta a sfondare. "Cristiano moriva dalla voglia di comprare un diamante che avevo, ma non glielo ho mai venduto. Non poteva avere tutto. Mi ha aveva già portato via il mio sogno...". Ma se così non fosse stato...non sarebbe stato CR7.

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