Alberto Malesani, ex allenatore della Serie A, ha rilasciato un’intervista in cui ha scandagliato le prospettive della stagione 2026/27, offrendo una lettura critica e appassionata del campionato italiano. Le sue considerazioni spaziano dal Bologna fino alle big del nostro calcio, disegnando uno scenario ricco di spunti tattici e competitivi.
L’apprezzamento per Tedesco e il Bologna
Malesani ha riservato parole di stima per Domenico Tedesco, tecnico del Bologna, sottolineando l’interessante lavoro portato avanti dall’allenatore rossoblù. “Mi ascolti bene: ho visto uno degli allenatori più interessanti della Serie A, Tedesco. Non lo conosco ma lo sto apprezzando,” ha dichiarato l’ex tecnico con convinzione. Nonostante gli elogi verso Tedesco, Malesani ha anche evidenziato le difficoltà difensive del Bologna di Alberto Aquilani, tracciando un quadro articolato della squadra emiliana.
I giovani talenti e la solidità dell’Inter
L’analisi di Malesani non ha trascurato i singoli elementi che animeranno il campionato. Ha notato la crescita di Lorenzo Lipani, mentre ha apprezzato la versatilità di Federico Bernardeschi, confermando come questi interpreti possono fare la differenza nelle dinamiche stagionali. L’ex tecnico ha inoltre sottolineato la solidità dell’Inter, confermando il ruolo della squadra nerazzurra come costruzione consolidata in cui fare affidamento per le ambizioni scudetto.
Lo sguardo su Roma e gli altri protagonisti
Malesani ha invitato gli addetti ai lavori a tenere d’occhio la Roma guidata da Gian Piero Gasperini, indicando i giallorossi come una realtà da monitorare attentamente. Ha menzionato inoltre portieri come Andrea Mandas e Gianluca Carnesecchi, confermando come la qualità tra i pali rappresenti un elemento di valore nel panorama italiano, mentre Napoli rimane una delle compagini su cui concentrare l’attenzione nei prossimi mesi.
L’intervista di Malesani costituisce uno spaccato consapevole di una Serie A in fermento, dove il lavoro tattico degli allenatori e l’emergere di giovani talenti ridisegnano continuamente gli equilibri competitivi.