Il legale di Dieguito, il figlio che il Diez ha avuto con Veronica Ojeda, ha sollecitato "l'’immediata incarcerazione" dello specialista che guidava il team dei sanitari. Stesso procedimento per psichiatra, psicologo la coordinatrice medica Forlini. Nel pomeriggio l’ultimo interrogatorio

Ore cruciali nell’indagine sulla morte di Diego Armando Maradona mentre si stringe il cerchio attorno ai sette imputati per omicidio doloso. A poche ore dall’atteso interrogatorio di Leopoldo Luque, il neurochirurgo a capo dell’equipe medica del Diez finito subito al centro delle indagini, il legale di Dieguito, l’ultimo genito dell’ex Pibe de Oro, ha inoltrato alla magistratura di San Isidro una richiesta di “arresto immediato” nei confronti dello specialista e di altri tre indagati: la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Diaz e la coordinatrice sanitaria Nancy Forlini.

Salvo sorprese, Luque si sottoporrà alle domande degli inquirenti nel pomeriggio, per completare la serie di interrogatori iniziati due settimane. Le testimonianze fornite finora dagli imputati hanno confermato i sospetti formulati dagli inquirenti, che avevano già trovato supporto nello sconvolgente esito della perizia medica condotta da una commissione ad hoc.

spalle al muro

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La posizione di Luque e degli altri sei imputati si fa sempre più delicata. Lo spettro di condanna che va tra gli 8 e i 25 anni di reclusione prende sempre più corpo dopo gli interrogatori svolti nelle ultime due settimane, da cui sono emerse solo conferme circa la negligenza e l’approssimazione dei trattamenti ricevuti da Maradona. Dopo le numerose prove raccolte nella prima fase di indagini (documenti, cartelle cliniche, sms, registri telefonici e conversazioni), agli inquirenti non resta che chiudere il cerchio con gli interrogatori che dovrebbero concludersi questa settimana. Ma per l’avvocato Mario Baudry il quadro è già sufficientemente chiaro da sollecitare provvedimenti immediati. “Maradona ha perso la vita a causa dello stato di abbandono in cui è stato costretto da parte degli imputati, i quali hanno consapevolmente insistito nella somministrazione di trattamenti nocivi per il paziente. I suddetti imputati - recita la motivazione allegata alla richiesta di arresto presentata alla magistratura - hanno inoltre ostacolato e impedito l’intervento di familiari o altri specialisti che avrebbero potuto scongiurare il decesso”. Secondo quanto anticipato dai legali di Luque, lo specialista confermerà quanto espresso a dicembre, respingendo ogni responsabilità per la morte del Diez (secondo lui da attribuire a una “mera fatalità”) e richiedendo una nuova perizia medica (richiesta già respinta in prima istanza).

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