Il Siviglia continua la sua tortuosa ricerca di un nuovo proprietario. Gli azionisti di maggioranza del club andaluso hanno respinto l’offerta da 420 milioni di euro presentata dal fondo statunitense Riverside Management Group, imponendo condizioni che hanno fatto saltare la trattativa.
Le richieste non accettate
Al centro del contendere figurano due questioni nodali: l’inserimento di una clausola “anti-Ramos” e il rifiuto di accettare una penale di 5 milioni di euro. La clausola in questione rappresenterebbe un ostacolo diretto agli interessi di Sergio Ramos, l’ex difensore leggendario che guida un consorzio di investitori interessato al club. Le divergenze su questi punti hanno reso impossibile trovare un accordo con Riverside, lasciando ancora aperta la questione della nuova proprietà.
Piano di austerità e cessione dello stadio
Mentre i negoziati per la vendita procedono a rilento, il Siviglia non rimane con le mani in mano. Il club sta attuando una ristrutturazione del personale volta a ridurre significativamente i costi operativi. In parallelo, la società ha avviato la ricerca di un acquirente per lo stadio Sánchez Pizjuán, una mossa strategica che potrebbe generare liquidità immediata e alleggerire il bilancio.
I conti migliorano
Nonostante le turbolenze societarie, il Siviglia registra segnali incoraggianti dal punto di vista finanziario. Le perdite del club si sono ridotte rispetto all’anno precedente, indicando che le misure di contenimento dei costi stanno iniziando a produrre effetti. Tuttavia, la strada verso la stabilità rimane ancora lunga.
Con Alberto Pérez-Solano in veste di segretario generale e il supporto del consulente Gonzalo Avila di Goldman Sachs, il club continua a navigare tra le complessità di una transizione proprietaria che si annuncia ancora ricca di colpi di scena.