
Al termine della rifinitura, il tecnico del Foggia Calcio Delio Rossi ha parlato con la stampa: “In anzitutto mi scuso con Foggia e i foggiani per la brutta prestazione di Catania. Sono a capo di questo gruppo e mi assumo le mie responsabilità. Le attenuanti sono tante, hanno esordito in nove, ma abbiamo fatto tanti, tanti errori. Ci tenevo a scusarmi. L’ostacolo si é dimostrato molto, molto alto per noi. I nuovi? Alcuni li ho visti solo oggi, Buttaro il sabato prima della partita di Catania… Non è il massimo preparare una partita così.
Abbiamo delle difficoltà, inutile negarlo. Questi ragazzi, però, da un mese stanno lavorando tanto. Ho cambiato anche qualcosa per adattarmi ai giocatori che ho a disposizione. Vorrei che chiunque giochi domani venga incitato, questi ragazzi vanno aiutati perché in questo momento non siamo la squadra che vorremmo essere. Ho preparato la partita in questa settimana e un attaccante, Orlando, ieri ci ha lasciato. Lo ringrazio comunque per la sua disponibilità. Non ci saranno Felicioli per infortunio e Tascone, quest’ultimo in procinto di partire. Faró quel che posso, anche qualche azzardo. Non posso giocare 433, non ho giocatori con quelle caratteristiche. Non devo portare il mio modo di fare calcio, devo fare il bene della società, anche facendo di necessità virtù.
Sta prendendo corpo un Foggia che deve salvare la categoria. Il mercato non é di mia competenza, posso solo indicare le caratteristiche dei giocatori. Arriveranno tanti altri calciatori, ma vanno messi in condizione e provati assieme. Con le figurine non si fanno le squadre. Problema attacco? Dobbiamo fare di necessità virtù… Con il Sorrento troveremo difficoltà. Dove non arriviamo con la tecnica di abbiamo arrivare con altre caratteristiche. Ogni partita é uno scontro diretto. Abbiamo bisogno dell’apporto della gente, i tifosi non devono venire con la puzza sotto il naso. Ai tifosi non devo dire niente. Li conosco, sono legati alla maglia. Se sbagliano lo fanno per eccesso d’amore. Il vero tifoso si vede quando le cose vanno male… Abbiamo bisogno di sostegno. Una delle pagine più belle della mia carriera di allenatore é stata a Bergamo dove ho allenato quattro mesi. Siamo retrocessi all’ultima giornata, la gente piangeva, ma applaudiva comunque la squadra. Capirono che la squadra aveva dato il massimo e mi convinsi che in breve tempo avrebbero fatto grandi cose. Il mercato a rilento? Pensiamo a domani. Il passato non lo possiamo cambiare, il futuro sì. Dobbiamo stare vicino alla maglia, indipendentemente dal presidente e dall’allenatore. É qualcosa che va oltre ogni cosa. Io sarò un romantico ma sono legato alla maglia. Petermann? Nella mia carriera sono legato a tre squadre. Il Torremaggiore, perché era una squadra di scappati di casa, poi la prima Salernitana e il Foggia che ho allenato qualche anno fa. Dal punto di vista comportamentale sono stati strepitosi, hanno dimostrato cosa vuol dire voler bene alla maglia. Alcuni hanno giocato con degli strappi. Ovviamente mi dovrà dimostrare ogni domenica per giocare, non guarderò al passato, ma lo ringrazierò sempre, per quello che ha fatto. Unità di intenti con la società? Io dico la mia il presidente dice la sua.dopo il mercato si faranno tante valutazioni”.
