E’ il Comunicato Ufficiale n°248/A la “chiave” per la riammissione in serie C. E’ stato pubblicato ieri in serata, a firma del Presidente federale (dimissionario) Gravina e del segretario generale Brunelli: in esso (vedi link) la FIGC, “preso atto della dichiarazione di liquidazione giudiziale della Ternana Calcio S.r.l. pronunciata dal Tribunale di Terni e visti gli articoli 16 e 110 delle NOIF”, delibera la revoca dell’affiliazione del club rossoverde e, contestualmente, la decadenza dal tesseramento dei suoi calciatori.

Il dispositivo di fatto “libera” un posto nella Terza Serie nazionale e apre le porte della riammissione. A chi? Su questo i dubbi cominceranno presto a diradarsi. Il Bra, com’è noto, è la prima società di questa speciale graduatoria, in virtù del maggior quoziente punti ottenuto rispetto a tutte le altre retrocesse (le sole interessate dall’istituto delle riammissione). Ma, ed è noto anche questo, il Bra ha disputato il suo recente campionato in deroga rispetto ai criteri infrastrutturali: la città non dispone infatti di un impianto già conforme ai parametri richiesti dalla Serie C e ha dovuto spostare il proprio campo di gioco in un’altra regione e a 200 km di distanza, in quel di Sestri Levante. A riguardo, non sembrano esserci novità sullo stadio di casa: per l’ “Attilio Bravi” in agenda infatti ci sono al momento solo piccoli lavori di rifacimento degli spogliatoi, su una struttura che invece, secondo le stesse delibere comunali, sarebbe in condizioni di «degrado e vetustà». Nulla che possa garantire il rientro nei parametri della categoria. Peraltro, per il 2026-27 l’ipotesi dello stadio “Giuseppe Sivori” di Sestri Levante non sarebbe sul tavolo. Secondo le notizie che giungono dalla città piemontese, qualora dovesse davvero tentare la strada della Serie C, il Bra cercherà un campo all’interno dei confini regionali. Anche su questo fronte, tuttavia, i discorsi sono dati ancora in fase embrionale.

Tutto ciò sembra far pendere nettamente la bilancia sul lato del Foggia: la deroga sui famosi “criteri infrastrutturali” infatti non sarebbe compatibile con la possibilità di riammissione e peraltro la mancanza al momento di un campo omologato già individuato per la prossima stagione sembrerebbe tagliare la testa al proverbiale toro. I rumors dal Piemonte intanto parlano di un club che starebbe analizzando costi, fattibilità, garanzie strutturali e sostenibilità del progetto, senza escludere nessuna strada. Se le condizioni per affrontare la Serie C dovessero risultare troppo complicate o poco sostenibili, il club potrebbe decidere di ripartire regolarmente dalla Serie D rinunciando a presentare domanda.

Sia come sia, per il Foggia, reduce da una retrocessione che resta umiliante e dolorosissima per il popolo rossonero, non c’è tempo da perdere. La risoluzione di (quasi) tutti i contratti in essere spiana la strada per una ricostruzione totale: se vogliamo, una condizione ideale per poter fare calcio liberi dagli oneri e dalle scelte (scellerate) di gestioni passate. L’individuazione del duo Francavilla-Pavone (del tutto organici alla piazza, che conoscono come le proprie tasche) per l’improcrastinabile rinnovo del management tecnico e sportivo sembrerebbe il preambolo necessario per iniziare l’opera quanto prima. La città aspetta l’ufficialità, nel mentre il percorso per l’immediato “ripristino” della categoria è ormai avviato.

Giancarlo Pugliese
(Si ringrazia M.L. per il supporto alla raccolta delle informazioni)

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