
Problemi che vengono acuiti dalla scarsa incisività negli ultimi sedici metri. Poi, come se non bastasse, si aggiunge la rottura dell’FVS nella prima frazione, un’assenza che forse ha inciso sulla partita del Foggia, che ha invocato invano due rigori (fallo su Oliva e tocco di mano in area a fine primo tempo). Dopo gli errori-orrori di Caserta continua il rapporto poco fortunato con quelle che una volta venivano chiamate “giacchette nere”. Ma tutto, ovviamente, non si può ridurre ai meri errori arbitrali. La salvezza deve passare necessariamente dalla forza che il gruppo ha necessità di trovare al suo interno
FORMAZIONE – Cangelosi, per la sua prima da titolare della panchina allo Zaccheria deve risolvere alcune grane in attacco. D’Amico e Liguori sono assenti per infortunio, pertanto vanno reinventate le corsie esterne del tridente. Il tecnico siciliano sceglie Cangiano e Oliva accanto a Tommasini, riferimento centrale. Novità anche in difesa, dove problemi fisici hanno bloccato Buttaro. Questa volta non è Garofalo ad arretrare sulla destra della terza linea. Anzi Garofalo va in panchina, mentre è Dimarco ad adattarsi sul suo piede meno forte. Esordio da titolare per Brosco, al rientro dalla squalifica. Questo l’undici titolare, disposto secondo il 4-3-3. Perucchini; Dimarco, Brosco, Rizzo, Giron; Castorri, Petermann, Romeo; Oliva, Tommasini, Cangiano.
PRIMO TEMPO – La partita inizia con poco più di dieci minuti di ritardo a causa di un guasto tecnico all’FVS. Il primo a farsi pericoloso è il Picerno, che al 2’ arriva sul fondo con Cardoni, ma il suo cross arriva sui piedi di Baldissini, il cui tiro risulta ampiamente fuori misura. Il Foggia risponde al 6’ con un gran tiro al volo di Romeo, che dal limite ci mette tanta potenza, ma poca mira. La palla esce a lato. Un minuto dopo è da brividi il rimpallo sfortunato che spedisce solo davanti a Perucchini il centravanti Abreu. L’attaccante lucano calcia di poco a lato sull’uscita del portiere, ma l’arbitro ravvede posizione di offside.
Il 4-1-4-1 del Picerno è molto efficace in fase di recupero palla. I rossoblu sono armoniosi nella pressione sul portatore di palla e hanno in Cardoni un’ala sinistra molto pericolosa. Il Foggia contrappone un’attenta marcatura di Dimarco proprio sull’uomo più pericoloso degli avversari e una maggiore attenzione a centrocampo. E quando c’è occasione, i rossoneri provano a ripartire. In una di queste azioni Oliva sfiora il gol del vantaggio. Al termine di un’azione insistita e un tentativo di rovesciata di Cangiano murato da un difensore, la palla arriva sul sinistro di Oliva che da buona posizione calcia di potenza, mancando l’incrocio dei pali per una questione di centimetri.
Al 16’ il gol sembra fatto, quando Tommasini mette giù da campione un rilancio della difesa. Nel cuore dell’area serve con il tacco l’accorrente Castorri, il cui tiro viene salvato in angolo dal portiere con il piede. Il gol è maturo e al 16’ arriva ad incendiare lo Zaccheria. Sugli sviluppi del corner è Brosco ad anticipare tutti di testa e a siglare il gol del vantaggio. Uno a zero. Neanche il tempo di esultare e il Picerno pareggia. Su un cross da sinistra la difesa rossonera non riesce a liberare l’area. La palla si alza sulla testa di Guadagni che sigla il pari in rovesciata. Uno a uno.
Inutili le proteste dei rossoneri che evidenziavano una spinta in area ai danni di un difensore. Al 22’ per poco il portiere lucano Marcone non la combina grossa. Sbaglia l’intervento e regala palla a Romeo. Il centrocampista ex Ternana è lesto nel calciare a rete, ma la conclusione, smorzata da un difensore, viene salvata pochi metri prima di valicare la linea di porta. Al 32’ il Picerno va nuovamente vicino al gol con Guadagni. L’azione nasce da uno scivolone di Rizzo, che dà via libera alla sponda di Pugliese per l’esterno offensivo dei lucani: tiro angolato e risposta di Perucchini, che devia prima dell’intervento sotto rete di Cardoni.
Ancora Guadagni ci prova al 37’ con un sinistro dal limite angolato e velenoso, che il portiere rossonero salva in corner allungandosi a terra. Il Foggia, dopo alcuni minuti ranicchiato in area, mette la testa fuori dal sacco al 40’, quando Castorri serve Petermann, bravo a destreggiarsi in area: palla sul sinistro e tiro potente respinto dal portiere. Nel recupero del primo tempo Tommasini è un toro nel trascinarsi il diretto marcatore, che riesce provvidenzialmente a toccare in angolo la conclusione destinata in rete. Sugli sviluppi dello stesso corner Oliva, Petermann e Rizzo, in mischia, non riescono a spingere la palla in rete. Nel mucchio selvaggio Baldassin tocca la palla con la mano, ma l’arbitro non ravvede il fallo.
SECONDO TEMPO – La ripresa si gioca con l’ausilio dell’FVS, ristabilito nel corso dell’intervallo. Cangelosi cambia e inserisce Garofalo e Nocerino in luogo di Castorri e Oliva e passa al 5-3-2. La prima azione è dei rossoneri. Al 52’ Giron mette al centro un cross al bacio per l’accorrente Nocerino che vuole ripetere lo stesso gol di Caserta, ma manda di poco a lato. La difesa del Foggia però sbanda e al 54’ subisce gol al termine di una lunga azione del Picerno. Illuminante è il passaggio di Franco, così come il gol di precisione di Pugliese. Palla nell’angolino basso che supera Perucchini in uscita. Uno a due.
Cangelosi cambia ancora e al 69’ inserisce Staver al posto di un Dimarco spaesato e in difficoltà in un ruolo non suo al quale si era prestato generosamente per combattere l’emergenza. Il Foggia prova a lottare, ma i risultati sono scarsi. Bisogna aspettare il 79′ per vedere un tiro verso la porta. Lo effettua Cangiano, servito da Garofalo, bravo nel recuperare un pallone dai piede di un avversario, ma la distanza dalla porta è tanta. Il radente indirizzato sul primo palo esce di poco, controllato dal portiere in tuffo. All’84 il Foggia chiede l’intervento della moviola per una presunta trattenuta su Rizzo in area. L’arbitro non è dello stesso avviso e lascia continuare.
Nel recupero l’ultimo sussulto è di Brosco, che di testa impatta un bel cross di Giron, spedendo la palla di un niente a lato. Nel finale esulta il Picerno. Il Foggia rimedia una caterva di fischi dagli oltre quattromila con il morale a terra per la quarta sconfitta di fila.
FOTO: Franco Cautillo
