La mancata affiliazione della Ternana, ormai ufficiale, apre le porte alle prospettive di riammissione per il Calcio Foggia di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, dopo la dolorosa retrocessione di circa un mese fa. Il club di via Gioberti, smaltita la grande delusione di fine aprile, sta pian piano ripartendo, affrontando le numerose e complesse priorità in agenda. Su tutte, la completa ridefinizione del management societario e tecnico, insieme alla preparazione degli incartamenti per iscrizione e domanda di riammissione.
Per quanto riguarda la prima, non ci sarebbero dubbi sui profili al vertice tecnico-gestionale del club. Da un lato Gianni Francavilla come nuovo DG (una figura fondamentale, profondamente mancata nelle competenze societarie non solo nell’ultimo semestre ma anche e soprattutto negli anni precedenti…); dall’altro un ulteriore ritorno eccellente, quello di Peppino Pavone alla guida dell’Area Tecnica. Due colonne del Foggia degli scorsi decenni, che conoscono molto bene la piazza e il calcio, e che saranno coadiuvati da altre figure da individuare: in primis i responsabili, rispettivamente, dell’area “commerciale” (marketing e valorizzazione del brand) e di quella sportiva. Per quest’ultima, si valuta il profilo di un ds giovane, che lavori in equipe con Pavone.

E per la panchina? Fermo restando che ogni discorso dovrà, necessariamente e imprescindibilmente, passare attraverso le prospettive legate alla riammissione in C (ne parliamo in questo articolo), i rumors raccolti dalla nostra redazione portano ad una cinquina di nomi “papabili” in caso di ripartenza dalla Terza Serie. Con uno, in particolare, in pole position, un paio di alternative, ed un altro paio di “sorprese”. A seguire (molto distanziato), un sesto profilo, con cui tuttavia il dialogo sarebbe ancora in embrione.

Foggia, come sarà il nuovo progetto tecnico?

IL PROGETTO – Intanto, per comprendere come sarà orientata la scelta del nuovo tecnico, occorrerà capire quali saranno i programmi societari. “Ammazzare il campionato” è stata la definizione (forse un po’ avventata) resa dai due soci del club nella conferenza del dopo retrocessione nel fugare i dubbi in merito ad una ripartenza dalla D. Ma se arrivasse (si spera in tempi brevi) la certezza di una riammissione? A quel punto la parola d’ordine sarà una sola: ricostruire. Praticamente da zero, vista la tabula rasa operata dal club, anche grazie al lavoro del duo Bucaro-Cagnazzo, con le rescissioni di (quasi?) tutti i contratti in essere di entrambe le gestioni 2025-26. Potrebbe essere rimasto sotto contratto (condizionale d’obbligo, in assenza di comunicati ufficiali) il solo Petermann, alle prese con un grave infortunio che lo terrà ancora per un po’ lontano dai campi di gioco. Con lui, forse anche Orazio Pazienza. In caso di serie D, va da sè, ogni contratto professionistico verrebbe comunque risolto d’ufficio.

LA RICOSTRUZIONE – Una situazione dunque quasi idilliaca per una società nuova, che può delineare i propri programmi senza il gravame di impegni “ereditati” o, eziando, assunti troppo “frettolosamente”. Diventa quindi un po’ più chiaro il profilo cercato: un tecnico abituato a lavorare per aprire un nuovo ciclo, bravo con i giovani ed in grado di plasmarne la crescita, convinto assertore di un gioco propositivo, in linea con la storia e l’identità del club rossonero e chiudendo definitivamente la parentesi completamente “fuori asse” degli ultimi anni. Partendo da questi presupposti, ecco il 5 (+ 1) di nomi che abbiamo preannunciato,

Con Pavone il Foggia pensa alla panchina con cinque (più uno) nomi caldi

IN POLE POSITION – Secondo quanto abbiamo potuto raccogliere, in cima ad un’ideale lista (fermo restando che idee e “ipotetiche graduatorie” in questa fase possono mutare repentinamente a seconda delle situazioni) ci sarebbe Enzo Maiuri. Il tecnico milanese, classe 1969, ha appena concluso una brillante stagione a Cerignola, alla guida di un’Audace ricostruito quasi integralmente e molto ringiovanito dopo la serie B sfiorata nella precedente annata con Raffaele. Con Pavone esiste da anni un rapporto di collaborazione e stima reciproca: i due hanno lavorato insieme anche a Cava de’ Tirreni. Ma Maiuri è ancora il primo obiettivo per la nuova dirigenza del club ofantino che in queste ore sta insistendo per un rinnovo. Bisognerà vedere se la società giallazzurra, alle prese con il recentissimo cambio di proprietà a seguito dell’addio della famiglia Grieco, metterà in cantiere un progetto convincente per Maiuri, che ambirebbe probabilmente ad un salto di qualità, in particolare nei programmi e negli obiettivi. Al contempo, non sarebbe l’unica offerta in essere: l’ex Sorrento, Cavese e Casertana è nel mirino di altri club di categoria (compresa qualche ex sua società). Occorrerà capire se l’eventuale progetto del Foggia, purtroppo gravato dalla mancata certezza in tempi brevi della categoria, possa o meno sparigliare le carte.

LE ALTERNATIVE – Due, su tutte. Un profilo noto alla serie C ed un altro reduce dalla prima esperienza nel girone meridionale.

Il primo è Emilio Longo: un buon quadriennio tra Picerno e Crotone, convinto assertore di un calcio rapido e verticale con il suo 4-3-3, abile a lavorare con i giovani, Longo è un altro profilo gradito e rappresenta una certezza per la sua esperienza nella categoria. E’ già stato da queste parti: a San Severo ricordano ancora l’ottimo percorso nella stagione 2013-14, quando l’allora giovanissimo tecnico salernitano condusse ad una brillante salvezza una squadra presa in corsa in condizioni difficili. L’esperienza a Crotone, gravata dalle problematiche societarie, sembra essere prossima alla conclusione, con il club dei fratelli Vrenna alle prese con una complicata transizione dopo l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Il secondo è Federico Coppitelli. Romano, 41 anni, un ottimo quinto posto a Caserta nella sua prima esperienza nel girone C, Coppitelli è forse il profilo più “emergente” tra i tecnici della categoria. Giochista ma con pochi fronzoli, un martello nelle preventive e sulle ripartenze, approda a Caserta dopo tanta gavetta, soprattutto nei settori giovanili. Prima la cantera del Frosinone, poi le under di Roma e Torino. All’ombra della Lupa consegue l’accoppiata Scudetto-Supercoppa con l’Under 17 e cresce gente come Marchizza, Antonucci, Tumminello e Luca Pellegrini. Sotto il segno del Toro vince Coppa e un’altra Supercoppa, guidando in quell’Under 19 Barreca, Adopo, Millico e Alessandro Buongiorno. Il capolavoro è a Lecce, dove compie un autentico miracolo sportivo con lo Scudetto Primavera del ’22 e il lancio, tra gli altri, di Berisha, Burnete e soprattutto Patrick Dorgu, oggi nazionale danese e perno del Manchester Utd. L’esperienza croata all’Osijek è il preambolo alla chiamata da Caserta alla corte del presidente D’Agostino e del ds Degli Esposti. All’ombra della Reggia un ottimo torneo, con diversi giovani valorizzati e impreziosito da una quinta piazza raggiunta nonostante un inizio girone di ritorno flagellato da infortuni in serie. Le strade tra i falchetti e Coppitelli sembrano però prossime a dividersi. Il Foggia ci pensa, ma non è affatto l’unica.

LA SUGGESTIONE – 3-4-3 d’assalto, 7 uomini davanti alla linea della palla, i terzini/esterni che diventano attaccanti aggiunti, difesa altissima, triangoli, sovrapposizioni e gioco verticale: è il mirabolante Casarano di Vito Di Bari, una squadra riportata dal 43enne tecnico tranese in C dopo 26anni e condotta attraverso un campionato forsennato e a tratti rocambolesco. Tra prestazioni altisonanti e rovesci imprevedibili, i rossazzurri salentini hanno mostrato di essere capaci, nel bene e nel male, davvero di tutto. Prova ne è stato il favoloso cammino playoff, con tre vittorie in trasferta e tre turni superati di impeto, due col fattore campo a sfavore (Monopoli e Cosenza), uno ribaltando incredibilmente lo 0-2 patito in casa col Renate. Il cammino di Chiricò & co. si è arrestato solo di fronte alla corazzata Brescia, ma la cinquina del San Vito e il 3 a 0 in Brianza resteranno tra i ricordi più preziosi dei fans casaranesi. Tutti questi elementi, a cominciare dalla filosofia di gioco basata su idee spregiudicate e iperoffensive, fanno di Di Bari un identikit assolutamente perfetto per rivitalizzare quel DNA storico del Foggia molto appannatosi negli ultimi anni. Non sarà semplice: col presidente Filograna esiste un rapporto di grande amicizia, la piazza lo adora e il club vuole puntare ancora su di lui. Ma il Foggia è alla finestra, aspettando l’evoluzione degli eventi, prevista a stretto giro.

LA SORPRESA – C’è però un quinto nome che può sparigliare tutto e non sarebbe “solo” un’alternativa. Con Coppitelli ha in comune l’esperienza nelle Under della Roma e a Caserta, di lui si ricorda anche un ottimo campionato a Teramo: parliamo di Federico Guidi, 49enne toscano, negli ultimi anni tecnico della Roma Under 20, dove già aveva raccolto la pluridecennale eredità di Alberto De Rossi. Anche per lui ottimi risultati con i capitolini: Coppa, Supercoppa e Scudetto (nel ’24), prima della breve parentesi alla Primavera del Milan e del pronto ritorno a Trigoria a luglio scorso. Fiorentino di Cerreto Guidi (paese con cui condivide il “cognome”), l’ex tecnico anche dell’Italia Under 19 e 20 (stagioni ’17-’18 e ’18-’19) è ormai pronto per tornare nel mondo “senior”. Su di lui diversi club, fra cui proprio la Casertana che lo rivorrebbe in caso di divorzio con Coppitelli. Ma Guidi rappresenta  un altro profilo ideale per un progetto fondato su bel gioco e giovani da lanciare: Pavone lo stima e sa che, nonostante tutto, un’offerta del Foggia avrebbe sempre un peso specifico considerevole.

E SE, INVECE? – La cinquina di nomi è questa. Basterà per individuare il nuovo tecnico dei rossoneri? Non è detto. La lista infatti può ancora allungarsi. Ad esempio comprendendo un sesto profilo, diverso dai precedenti, ma che rappresenterebbe anch’esso un chiaro segnale della voglia di far bene fin da subito: parliamo di Antonio Buscè, appena reduce dall’esperienza di Cosenza. Il cinquantenne tecnico gragnanese, già al Rimini e alla Vibonese dopo l’esperienza nelle giovanili del “suo” Empoli, ha guidato i calabresi a un buon quarto posto, nonostante la kafkiana situazione societaria, con la piazza in aperta contestazione e lo stadio disertato. Buscè è stato bravo a isolare la squadra da un contesto difficile e a darle un buon impianto di gioco, valorizzando i principali talenti in rosa. Il crollo col Casarano nei playoff sembra però l’ultimo atto della sua storia con il club silano, alle prese con una situazione non semplice che non depone a favore di un rilancio. Nell’ambiente è da più parti considerato un quasi “predestinato” e non sono poche le società che hanno già chiesto informazioni. Al momento, a quanto risulta alla nostra redazione, non c’è ancora un contatto diretto con il Foggia. Non è detto però che non subentrino novità anche su questo fronte già nei prossimi giorni.

Giancarlo Pugliese

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