
FUTURO A TINTE ROSSONERE
Riferendoci al derby di Capitanata, successivo alla disfatta di Latina, avremmo preferito avere una svolta non solo societaria, ma anche in campo e in termini di classifica, ma è evidente che il fardello sul groppone da diversi anni ha avuto il proprio peso.
Abbiamo già detto che l’avvento del duo Casillo-De Vitto ha avuto la stessa spinta dei kamikaze, poiché la semplice ragione avrebbe invece voluto che l’acquisto del Foggia sarebbe dovuto avvenire solo alla vigilia di un nuovo campionato, quando ci sarebbero state cioè le condizioni ed il tempo utile per poter dare la propria impronta a livello di programmazione.
Invece no, l’amore verso questa squadra, perché soprattutto di questo si tratta, ha fatto sì che ci si è ritrovati il “lavoro” fatto da altri e con le metodologie di cui sappiamo. Ci si è trovati in piena campagna acquisti, senza neppure poter/dover toccare i quadri tecnici, assecondando il lavoro e le richieste di ds e mister, indipendentemente dal loro valore.
Lavoro ingrato e soprattutto difficilissimo dal momento in cui vuoi salvare la categoria e iniziare a mettere le basi per il futuro. Lavoro ingrato e dispendioso se si pensa che chiunque abbia sposato la causa rossonera, non lo ha fatto certo per un brevissimo periodo. A questi due ragazzi (Casillo-De Vitto) non smetteremo mai di dire grazie. Tra l’altro, e aggiungo, con l’ulteriore impegno di non far mancare nulla all’altra realtà che hanno portato in auge fino ad ora (l’Heraclea). Tutti impegni che sottraggono tempo alle loro aziende principali e soprattutto alle rispettive famiglie (solo il fine settimana perennemente in movimento per seguire una squadra in casa e l’altra fuori, e viceversa).
Verso questi ragazzi non dobbiamo avere pretese o peggio ancora rimproveri da fare, anche perché hanno le nostre stesse ambizioni, anche perché stanno rischiando di tasca loro. Non scordiamocelo, per favore.
A ciò si aggiunge che a chiusura del mercato di riparazione, di tutto si può parlare, tranne che di “riparazione”: la rosa è stata ribaltata come un calzino e con elementi di valore accertato (i complimenti, quelli veri, non sono giunti da chi ha operato in casa Foggia, ma da parte degli operatori di mercato). A nostro modesto avviso un mercato da 10, forse anche da 11 se qualche tassello verrà prelevato tra gli svincolati. Chiaro sia che son tutte valutazioni teoriche, poiché da quando seguiamo il calcio non abbiamo mai sentito dire di una formazione che si è indebolita. In ogni caso è palese che la “ditta” Casillo-De Vitto ha dato il massimo in queste operazioni e dunque il loro lo hanno fatto. Tocca ora al mister far quadrare i conti e senza avere pressioni (che al momento sono deleterie). Ai calciatori chiediamo invece di calarsi nella realtà Foggia e di dare il massimo, poichè ne va anche e soprattutto della propria carriera. Loro sono stati scelti in modo chirurgico e non solo per una semplice salvezza, ma per aprire un ciclo. A noi tifosi invece, dopo tanti anni di extra calcio, dobbiamo concentrarci sul rettangolo di gioco e spingere questa formazione a mete che fino a qualche tempo fa erano inimmaginabili, visto la rassegnazione, visto il materiale umano di un certo livello.
Fino a poco tempo fa era solo un sogno da tenere celato, oggi una realtà. Godiamocela.
Forza Foggia!
Rino La Forgia
