João Félix rivela: “Ho giocato sei mesi con una frattura al piede. Atletico? So cosa non va…”

L’attaccante dell’Atletico ha rilasciato un’intervista in cui ripercorre la sua carriera.

Le confessioni del “Piccolo Principe”. João Félix convive con la fama da predestinato e la responsabilità di essere stato pagato 127 milioni di euro e un lavoro. Due anni e mezzo dopo, il portoghese continua a lottare contro le aspettative. Sinora, con l’Atletico, bene ma non benissimo: 22 gol e 12 assist in 97 partite . Basti considerare che al Benfica aveva messi a segno 20 gol e effettuato 11 passaggi decisivi in 43 partite. Un ridimensionamento che ha voluto spiegare in una intervista rilasciata al “The Athletic”.

ATLETICO – L’esperienza all’Atletico, fra lucei e ombre. “Qui ho imparato alcune cose che è difficile apprendere altrove. Ad esempio, i movimenti in fase di non possesso. Penso di essere migliorato molto. E sono cresciuto anche quando girarmi con il palla e accelerare. Non so perché in questa stagione sia andata così, sin adesso. O meglio, ci sono tante ragioni. Siamo consapevoli di cosa stia succedendo, ma preferisco non soffermarmi troppo sull’argomento. La scorsa stagione ho iniziato bene, poi si è complicato tutto. Mi sono infortunato e ho giocato per sei mesi con una frattura al piede. La gente non lo sapeva, l’ha saputo solo dopo l’intervento chirurgico che ho effettuato dopo l’Europeo. È stata una mia scelta giocare così, per cercare di aiutare la squadra e non me ne sono pentito”.

OBIETTIVI – La stagione riserva ancora la Champions. E la sfida con Cristiano Ronaldo che poi avrò come compagno per i playoff. Gli obiettivi del ragazzo sono ambiziosi. “Voglio vincere la Champions League, un Mondiale o un Europeo con il Portogallo e, a livello individuale, il Pallone d’Oro. Per arrivarci devo migliorare, lavorare, essere intelligente, prendermi cura di me stesso e del mio corpo e mente”. Sembra di sentire Ronaldo. “Sarà bello affrontarlo. Al momento del sorteggio, quando ci è toccato il Bayern, ho scambiato alcuni messaggi con Bruno Fernandes.  Cristiano è un esempio per tutti noi in Nazionale, ci dà molti consigli e a noi piace ascoltarlo”.

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