La via della Champions passa per l'Europa League contro i bianconeri per Amorim, a sette punti dal Braga terzo: solo 1-1 in campionato, con rigore sbagliato da Gonçalves, che poi si riscatta

A meno che non vinca l’Europa League, Juventus permettendo, con ogni probabilità lo Sporting non giocherà la prossima Champions. La squadra di Ruben Amorim doveva necessariamente battere l’Arouca, per restare in scia del Braga terzo e sperare di rimontare. Invece non è andata oltre l’1-1, contro la formazione che precede in Primeira Liga, e ora ha sette punti di ritardo quando mancano sei giornate. È una rete di Antony alla fine del primo tempo, su un errore grossolano di Diomandé, a portare in vantaggio gli ospiti. Pareggia Gonçalves poco prima del triplice fischio su rigore, dopo averne già sbagliato uno. Senza due terzi del tridente, il primo tempo non è all’altezza delle aspettative ma nel secondo soltanto i legni impediscono allo Sporting di raddrizzare il punteggio ben prima.

LA PARTITA

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Senza l’acciaccato Paulinho e Edwards fermato dalla gastroenterite, Amorim ripropone Chermiti in avanti e sceglie Gomes sulla trequarti. La prima mezzora è tutt’altro che emozionante, l’unica conclusione degna di menzione di è di Gonçalves dal limite, la sua traiettoria però non rientra abbastanza (18’). Il centrocampista ha la grande opportunità al 35’, quando dopo una on-field review viene assegnato il calcio di rigore per un tocco di braccio falloso di Galovic in area. Dal dischetto però l’esecuzione non è angolata a sufficienza e De Arruabarrena la neutralizza. Dal possibile 1-0 all’effettivo 0-1 ci si arriva in tre minuti: Diomandé svirgola goffamente un rilancio, la palla arriva ad Antony che anticipa l’uscita di Adan e firma il vantaggio.

LA RIPRESA

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Al rientro dagli spogliatoi, lo Sporting cambia assetto. Amorim mette dentro Morita al posto di Bellerin ed è proprio il giapponese a sfiorare il pari al 54’, colpendo la traversa di testa sugli sviluppi di un angolo. È questa la fase dell’incontro in cui viene prodotto il massimo sforzo dai biancoverdi. Al 57’ è Santos a calciare da ottima posizione, dopo lo spunto interessante sulla destra di Gomes, ma il portiere avversario respinge. Quattro minuti più tardi invece è il palo ad opporsi sulla deviazione aerea di Chermiti sulla punizione di Gonçalves. L’Arouca rinuncia definitivamente ad attaccare, disponendo la prima linea a sei uomini in fase di non possesso, e cerca di irritare gli avversari ricorrendo spesso alle perdite di tempo. Gonçalves si riscatta la sua prova e quella della squadra nel finale, all’83’ si incunea in area e Basso interviene in ritardo: è ancora rigore ed è sempre lui a presentarsi dagli undici metri. Stavolta però cambia l’angolo e spiazza De Arruabarrena che non può opporsi per l’1-1 finale, perché il colpo di testa di Coates al decimo minuto di recupero non inquadra di poco la porta.

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