Si lavora per prolungare il contratto del centrocampista italiano che scade nel 2024: "Sto bene qui. Nel caso mi dicessero che non vogliono rinnovare, allora mi trasferirò altrove. Mbappé? Sto cercando di capire"

Dieci anni fa il grande salto: da Pescara a Parigi, dalla Serie B alla Champions League. Marco Verratti è diventato uno dei migliori centrocampisti del mondo nella capitale francese e ha tutte le intenzioni di proseguire una carriera ricca di successi al Paris Saint-Germain. Il suo contratto scadrà nel 2024 e sono già iniziate le prime discussioni con i dirigenti per il rinnovo.

i suoi progetti

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"Attualmente sono in trattativa con la società. Non c’è troppo da dire, il club prende le decisioni e sa cosa vuole fare con me. Se e quando mi diranno che non vogliono rinnovare, allora magari mi trasferirò altrove. Di certo in futuro verrò allo stadio da tifoso, questa sarà sempre la squadra del mio cuore. Tornerò a vivere a Parigi, è la mia città preferita. Non ci saranno mai problemi con il Psg" ha spiegato il giocatore della Nazionale in un incontro organizzato da Le Parisien con i lettori. Alla base di questa volontà c’è anche tanta riconoscenza: "Ogni allenamento è come il primo, non sono mai indietro quando lavoro. Do sempre il massimo perché amo tutto di questo club. Qui ho avuto l’opportunità di rendere un gioco la mia professione, di condividere la vita di tutti i giorni con i migliori al mondo, di vincere titoli. Di questo sarò sempre grato. Ciò che posso fare in cambio è offrire sempre il mio meglio. Se dipendesse da me, vorrei continuare a farlo qui a Parigi perché non voglio cambiare squadra. Poi magari un giorno il Psg si stancherà di me e mi dirà che vuole cambiare".

su Mbappé

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Ma il tema più caldo del mercato parigino resta il probabile addio di Mbappé, sempre più vicino a diventare un nuovo calciatore del Real. Verratti ha commentato così la situazione: "È una sua decisione e sto cercando di capire cosa succederà, proprio come voi. Quando ho visto le notizie di Kylian a Madrid, mi è venuta una fitta allo stomaco (ride, ndr). Anche se poi mi ha detto che era semplicemente in vacanza". L’eliminazione in Champions League maturata proprio contro gli spagnoli è stata motivo di una forte contestazione da parte dei sostenitori del Psg. "A Parigi si dimentica che bisogna soffrire per vincere. Dobbiamo capirlo tutti insieme: i giocatori, il club e i tifosi. Loro hanno il diritto di fischiare ma non durante la partita. In quel momento bisogna essere tutti insieme. A volte non sembrava di giocare in casa, è difficile da comprendere" ha concluso.

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