Il tecnico dei Gunners ottimista: "Vedo la fiducia dei miei giocatori. Possiamo metterli in difficoltà sfruttando i nostri punti di forza"

dal nostro corrispondente Davide Chinellato @dchinellato

"Se vinciamo all'Etihad non avremo vinto la Premier League. Ma sapevamo dall'inizio che per vincere il titolo dobbiamo conquistare partite come quella in casa del Manchester City". Mikel Arteta è pronto alla sfida, al giorno del giudizio per le ambizioni dell'Arsenal di conquistare il suo primo titolo dal 2004: quello della partita in casa dei campioni d'Inghilterra. Una sfida, quella di domani sera alle 21 italiane, a cui i Gunners arrivano con 5 punti di vantaggio ma due partite in più, reduci da tre pareggi consecutivi ma imbattuti da 10 partite. E convinti di poter sbancare uno stadio in cui non vincono dal 2015, contro una squadra che "come qualità è al massimo livello mondiale".

Fiducia

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L’Arsenal non avrà William Saliba, che sarebbe stato l'uomo giusto per provare a fermare Erling Haaland, e sta cercando di recuperare in tempo Grant Xhaka, che ha saltato per malattia il pazzo 3-3 di venerdì col Southampton. Ma ad Arteta non manca la convinzione di poter battere i campioni. "La fiducia deve essere la prima cosa, e io la sto vedendo nei miei giocatori - dice Arteta nel centro sportivo di Conley, nella conferenza stampa prima dell'ultimo allenamento -. Lo vedo da come si allenano, da come parlano in spogliatoio, da come si muovono in campo. Vogliamo davvero vincere questo titolo e lo mostreremo. Ma per battere questa squadra devi giocare vicino alla perfezione e farlo nel momento giusto: è quello che serve per salire al livello successivo".

Arma segreta

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Quanto sia difficile il livello successivo Arteta lo conosce bene, proprio per i suoi anni da apprendista Guardiola al Manchester City. Ma lo conoscono bene anche Gabriel Jesus e Alex Zinchenko, due ex e due innesti chiave nel trasformare i Gunners da squadra ambiziosa ad aspirante migliore di tutti. "Da quando sono arrivati, stanno ripetendo ai compagni che possiamo vincere, stanno cercando di spiegare loro cosa serve per farlo - dice Arteta di Jesus e Zinchenko -. La loro esperienza in situazioni come queste sarà fondamentale: per capire come gestirle, l'importanza da dare alcune cose rispetto ad altre. Gaby e Alex hanno capacità di far arrivare i messaggi giusti ai compagni, di far capire loro quello che conta davvero. Abbiamo tanti giovani in squadra, ma alcuni di loro hanno già giocato partite importanti".

Il mostro

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Arteta conosce molto bene la forza dell'avversario che l'Arsenal avrà di fronte domani. Uno che può giocare in almeno una dozzina di modi diversi, che il tecnico 40enne snocciola ai giornalisti, una che va ben oltre i "numeri senza eguali" di Haaland, che è arrivato a 32 gol in campionato e che contro i Gunners avrà la prima chance di raggiungere il record all-time di reti in una stagione di Premier, fissato a 34 da Andy Cole e Alan Shearer. "Sapevamo dall'inizio che il City era la squadra da battere, il punto di riferimento assieme al Liverpool per quello che hanno fatto negli ultimi anni - spiega Arteta -. Noi siamo quelli che stanno cercando di chiudere il gap il più possibile e adesso siamo testa a testa con loro. Dobbiamo concentrarci solo su noi stessi però, sapere che loro hanno tanti modi diversi di giocare ed essere rapidi ad adattarci in campo ai loro cambiamenti, senza dimenticare però quali sono i nostri punti di forza e che con quelli possiamo metterli in difficoltà. Dobbiamo ricordare i nostri principi e con quelli provare ad imporci, senza fare errori". Arteta è convinto di quello che ha costruito, convinto che l'Arsenal ha tutto quello che serve anche per vincere in casa del City, per fare un passo fondamentale verso la Premier. Giocando da Arsenal, da squadra che è stata avanti per tutta la stagione imponendo il suo stile. È che ora ha davanti la sua sfida più difficile: mostrare di essere meglio della squadra che ha usato come punto di riferimento per quello che vuole fare, di appartenere all'elite. Di essere più forte del City. dal nostro corrispondente

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