ECCESSI DI UMORE? ANCHE NO

Son passati pochi giorni, poche ore dalla fumata bianca riguardo il passaggio di proprietà (dovrebbero mancare pochi dettagli per il closing definitivo) e già il duo Casillo-De Vitto deve far fronte agli umori della piazza derivanti da una classifica deficitaria.
Le considerazioni sono diverse e tutte rivolte ai tifosi. Tifosi che oggi come oggi devono essere entusiasti ma ancor più maturi dopo aver portato avanti una clamorosa protesta disertando dall’inizio i gradoni dello Zaccheria, dando dunque anche un segno di grande civiltà.
La classifica piange, il Foggia sul rettangolo di gioco delude, ma forse dimentichiamo o facciamo finta di dimenticare che la “giostra” che i due baldi giovani al timone della compagine hanno ereditato, non è in alcun modo, e sotto ogni punto di vista, frutto della loro opera e dunque una situazione dove assolutamente non possiamo dare loro una benché minima responsabilità. Anzi possiamo tranquillamente dire che, vista la qualità evidenziata sul rettangolo di gioco e considerando che con la vecchia proprietà nel corso del mercato di riparazione al massimo ci sarebbe stato un rimescolamento del minestrone e non interventi mirati (così come abbiamo sempre visto), possiamo tranquillamente dire che se oggi la permanenza nella categoria è a rischio, con la vecchia proprietà sarebbe stata, nostra personale considerazione, una quasi certezza. Senza considerare che, dato il rapporto deterioratissimo con un ex proprietario non certo animato dai migliori stati d’animo nei confronti della piazza, la serie D avrebbe potuto essere solo l’inizio di un triste destino.
Oltretutto vien difficile pensare che il passaggio di quote sia avvenuto senza un sostanzioso esborso economico. Da qui si capisce anche il rischio che i due proprietari hanno accettato nel rilevare una rosa come quella attuale, con prospettive future non rosee e durante un mercato di riparazione, sì certo, ma con le difficoltà che possiamo immaginare nel dover provare ad acquisire giocatori validi e/o di categoria. Vien da sé che l’acquisizione della compagine sia stato un grosso sacrificio, un atteggiamento quasi da kamikaze. Tra l’altro non possiamo e non dobbiamo non considerare la figura dell’amministrazione giudiziaria a cui dover dar conto.
Con i De Vitto-Casillo di sicuro però si opererà in modo più oculato, non foss’altro perché, banalmente, è loro interesse salvare la categoria per non dilapidare un investimento importante.
Riguardo noi, vien da sé che da uno scampato pericolo derivi un impegno: ora tocca alla piazza sostenere la compagine in tutto e per tutto, continuando a nutrire non solo entusiasmo, ma anche tanta tanta pazienza. Soprattutto imparare a non cambiare umore da una settimana all’altra (Barilari giù, Barilari su, Barilari giù).
Ancora, quante volte ho sentito il famoso detto: il Foggia unisce. Bene, ora più che mai la frase deve essere applicata alla realtà.
Per ciò che ci riguarda, ed è quello che pensiamo e speriamo, il Foggia si salverà e poi potrà ripartire dall’anno zero, ma serve pazienza, sostegno da parte di tutta la tifoseria. Oggi c’è una speranza, ieri rassegnazione. Abbiamo fede, i proprietari sono foggiani, parlano il nostro dialetto, sono in gamba e vogliosi di dare qualcosa alla comunità.

Rino la Forgia

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